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OTTANTESIMA

 

 

 

 

 

 

 

FIORE DI LOTO

Introduzione

PARTE OTTANTESIMA

Fin dall’inizio vi ricordo che gran parte di quanto potrei dire su questo argomento deve essere taciuto perché manca la capacità di comprenderlo. Potrei formulare certe regole approssimative e dare alcuni suggerimenti fondamentali che potrebbero trovar posto nell’attuazione finale.

Non posso dare alcuna regola che debba essere osservata. La legge occulta non è questa. Nell’istituire queste scuole occulte con le loro due divisioni, preparatoria e avanzata, nei vari centri designati, alle dipendenze di una delle quattro diramazioni dell’unica scuola fondamentale di occultismo, il lavoro comincerà in modo poco appariscente; gli allievi e gli ego avanzati cui spetta il compito del necessario inizio devono trovare da sé il metodo, il luogo e la maniera.

Tutto deve essere elaborato nella fornace dello sforzo e dell’esperimento e il prezzo pagato sarà alto, ma solo ciò che viene attuato in quel modo fornisce il residuo o nucleo su cui basare il lavoro ulteriore. Gli errori non hanno importanza; ne soffre soltanto l’effimera personalità.

Ciò che ha reale importanza è la mancanza d’aspirazione, l’incapacità di tentare e di imparare la lezione offerta dall’insuccesso. Quando gli insuccessi vengono considerati come preziosi insegnamenti, quando un errore è valutato solo come un segnale d’allarme che evita un disastro, e quando il discepolo non perde tempo invano scoramento e inutile disprezzo di sé, allora gli Istruttori che vegliano sul genere umano sanno che l’opera che l’Ego cerca di compiere con ogni espressione sui piani inferiori della personalità procede nel modo desiderato e che il buon esito è inevitabile.

Lettere sulla meditazione occulta. A. A. Bailey.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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