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CENTONOVE

 

 

 

 

 

FIORE DI LOTO

Introduzione

PARTE CENTONOVESIMA

La vostra opinione sull’apertura forzata dei centri è corretta. Noi proteggiamo assiduamente il tesoro predestinato. Quando il magnete dello spirito assorbe tutti i fuochi nel Calice, Noi affermiamo l’Arahat. Il tesoro del Calice è un tessuto di fili di fuoco puro. L’Arhat, che porta il Fuoco del Loto, esprime comprensione spirituale, conoscenza spirituale e manifestazione spirituale. Così, la contemplazione dei mondi è vicina allo spirito che abbia riempito il Calice di Amrita.

 

In verità, un medium non ha centri aperti, e non è capace di visione psichica, per il contatto con i mondi superiori. Gli uomini si sbagliano a giudicare le capacità del medium, e Noi sovente dobbiamo constatare, con dolore, quanto si lascino incantare dai fenomeni fisici. Una materializzazione li attrae come una calamita. Noi preferiamo il canale dello spirito e, per le missioni sacre, usiamo solo il canale dello spirito.

 

Talvolta un Arhat può attendere per secoli prima di affidare una missione sacra. Alcune missioni richiedono combinazioni speciali. Noi Arhat ci atteniamo al principio dell’adeguatezza al fine.

 

L’esperimento della Madre dell’Agni Yoga si distingue non tanto per lo splendore quanto per la sua portata universale.

 

Il mondo sa del Fuoco Bianco. Il mondo sa della Luce Invisibile. Quando Noi vogliamo rivelare energie sottilissime, agiamo solo mediante energie sottilissime. Quando l’Arhat deve affidare il Sacro, Noi manifestiamo la massima cautela. Quando l’Arhat riconosce la Legge eterna, esulta, e proietta gioia nell’Infinito.

La missione che ho affidato alla Madre dell’Agni Yoga è da segnare come una suprema concordanza sul pianeta. La concordanza fra Spirito e Materia è la più rara manifestazione cosmica.

 

Gli uomini potrebbero ben dire: “Ci mancano le cose più elevate”. Le energie più sottili sono da trattare con grande accortezza.

 

 

 

 

 

 

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