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CENTOQUINDICI

 

 

 

 

 

INSEGNAMENTI

INTRODUZIONE

PARTE CENTOQUINDICESIMA

    Passiamo dal piccolo al grande, da questioni della vita quotidiana ai mondi; ma nessuno dirà che ciò non serve, e il risultato non sarà mai sbagliato.

Chiederanno perché l’Insegnamento è dato in piccoli semi. Rispondete che solo con molti fili diversi s’intesse un disegno complesso.

Chiederanno perché l’Insegnamento non ha una sua dottrina completa. Rispondete che nella compiutezza sta la morte.

Chiederanno perché le varie parti dell’Insegnamento non hanno connessione logica. Rispondete che sarebbe brutto se crescesse solo la testa o solo la mano.

Chiederanno perché non si enuncia per prima la formula del Cielo, e poi l’incantesimo della Terra. Rispondete che ogni filo della veste della Madre va da cima a fondo, e viceversa. Chiederanno perché non si manifesta subito ciò che è predestinato. Rispondete che i pilastri di una casa si erigono in ordine successivo. E se gli operai proponessero: “Erigiamoli tutti insieme”, il costruttore direbbe: “Volete proprio distruggerli!”. Così una goccia contiene tutto il mondo.

La manifestazione di possibilità illimitate vi darà la calma per la percezione.

In che modo un terremoto si riverbera su tutto ciò che esiste? E i venti e le tempeste? In che modo le diverse aure umane agiscono sulle piante? Si potrebbe fondare un istituto di ricerche del tutto nuovo.

In verità il filo della coordinazione cosmica si rintraccia quando si raffrontano le pulsazioni di elementi diversi. Nulla di nuovo in ciò; ma l’importanza della cooperazione universale può essere dimostrata graficamente, anche a quei lettori il cui spirito si rintana negli angoli, come gli scarafaggi.

Seminate più ampio che l’ampiezza stessa. Premiate nelle scuole chi più domanda. Finora si sono premiate le risposte, ma ora tocca alle domande.

 

Agni Yoga. Foglie del giardino di Morya II

 

 

 

 

 

 

 

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