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CENTODIECI

 

 

 

 

 

MEDITAIONE

Introduzione

PARTE CENTODECIMA

 

    Ogni formazione all’occultismo  mira a dare all’allievo dei pensieri che, coltivati nel silenzio del suo cuore, daranno molti frutti di grande valore e che egli potrà allora coscienziosamente considerare come suoi. Quanto viene da noi prodotto con sforzo e strenua fatica rimane nostro per sempre e non svanisce nell’oblio come i pensieri che entrano attraverso gli occhi dalla carta stampata o attraverso le orecchie dalle labbra di qualche insegnante, per quanto venerato.

 

    Un fatto spesso trascurato dall’allievo, quando accede al Sentiero della Prova e inizia a meditare, è che la meta che lo attende non è principalmente il completamento del suo sviluppo, bensì il qualificarsi a servire l’umanità. La sua crescita e il suo sviluppo sono necessariamente incidentali, ma non sono di per sé la meta. L’ambiente circostante e le persone a lui strettamente associate sul piano fisico sono i suoi obiettivi di servizio; se nello sforzo di conseguire certe qualifiche e capacità egli trascura i gruppi cui è affiliato e tralascia di servire con senno e di dedicarsi lealmente a loro favore, corre il pericolo di cristallizzarsi, cade in balia di colpevole orgoglio e può persino fare i primi passi sul sentiero della mano sinistra.  Se la crescita interiore non trova espressione nel servizio di gruppo, l’uomo percorre una strada rischiosa.

 

Posso forse darvi alcune indicazioni dei gruppi cui un uomo è assegnato sui vari piani. Sono molti e svariati e possono mutare e differire nei diversi periodi della vita, mentre egli si libera dal karma d’obbligo che governa le affiliazioni. Ricordiamo anche che ampliando la propria capacità di servire si accresce nello stesso tempo la misura e il numero dei gruppi con i quali si è in contatto, fino al momento in cui, in un’incarnazione successiva, il mondo stesso è la sfera di servizio e una moltitudine coloro che egli assiste. L’uomo deve servire in maniera triplice prima che gli sia concesso di mutare la sua linea d’azione e passare a un altro lavoro – planetario, sistemico o cosmico.

 

·         Serve dapprima con l’attività, usando la sua intelligenza, le alte facoltà della mente e ciò che il suo genio produce per aiutare i figli degli uomini. Lentamente costruisce grandi poteri intellettuali e ciò facendo vince l’insidia dell’orgoglio. Prende allora quella sua intelligenza attiva e la pone ai piedi dell’umanità collettiva, dando ciò che ha di meglio per servirla.

·         Serve con amore divenendo col passare del tempo uno dei salvatori degli uomini, dedicando la vita e dando tutto ciò che possiede con perfetto amore per i suoi fratelli. Giunge poi un’esistenza nella quale compie il sacrificio estremo e muore amando, affinché altri possano vivere.

·         Serve poi con il potere. Dopo aver dato prova, quando era nella fornace ardente, di non aver altro pensiero se non il bene di ogni cosa che lo attornia, gli viene affidato il potere derivante dall’amore attivo applicato con intelligenza. Opera con la legge e volge tutta la sua volontà a far sentire la potenza della legge nel triplice regno della morte.

In questi tre rami del servizio noterete che la capacità di operare con i gruppi è d’estrema importanza.

 

 

 

 

 

 

 

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