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NOVANTUNO

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZIO

Introduzione

PARTE NOVANTUNESIMA

 

Sovente gli uomini si domandano, perplessi, se mai esista qualcosa oltre la coscienza. Certo la comprensione umana del concetto di coscienza è limitato. Questo deriva dal fatto che si accetta solo il mondo visibile. La conoscenza resta vincolata e ristretta se non si estendono i confini del visibile.

Guardiamo oltre le frontiere della coscienza e del sapere umani; cerchiamo un granello di comprensione cosmica. Com’è bello il vasto orizzonte! Com’è potente il pensiero che penetra lo Spazio! Quali nuove vie si aprono per la comunione con l’Infinito! Cercate questi tesori: sono la garanzia del vostro progresso. A che serve una conoscenza che conduce a cancelli chiusi, con l’insegna: “Altro non sappiamo”?

La limitazione della conoscenza è una tomba. Scandagliamo dunque l’Infinito! La limitazione della coscienza è la morte dello spirito. Non sono da studiare i costumi dei popoli, ma la sostanza della loro coscienza. Quando avranno imparato a percepire la corrente dell’Infinito, gli uomini, anziché pregare, comanderanno gli elementi. Invece di “un Dio che lavora per loro”, aiuteranno se stessi con le loro proprie fatiche e con l’energia psichica.

Perché nel mondo si è soliti venerare le potenze cosmiche nei momenti di disperazione? Perché solo allora si è attratti dall’Infinito? Perché solo allora si riconoscono le forze cosiddette sovrannaturali? Consiglio di pronunciare il Nome della Madre del Mondo non come simbolo, ma come sorgente di potere. Consiglio di invocare la Fonte dell’Infinito non come simbolo, ma come espressione dell'Immanenza, come perpetua Generatrice di bellezza e Creatrice del firmamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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