Sei in: news

 

 

 

 

 

Riconoscimento della relazione di gruppo.

Carlo Setzu

Seconda Parte di Tre

 

Il gruppo di anime.

            Come alcuni, con la MEDITAZIONE, lo studio e il servizio hanno stabilito un preciso contatto con l’anima, e possono quindi essere canali per esprimerla e mezzi per distribuirne nel mondo l’energia, così quelli che nel loro complesso sono orientati alla vita dell’anima, formano un gruppo di anime in rapporto con la sorgente degli afflussi spirituali. Infatti, come gruppo e secondo la Gerarchia, hanno stabilito un contatto con il mondo delle realtà spirituali. Come il discepolo individuale stabilisce tale contatto, impara ad allinearsi rapidamente e allora, e solo allora, entra in rapporto con il Maestro del suo gruppo, e risponde con intelligenza al Piano, così questo gruppo di anime allineate entra in contatto con certe Vite e Forze di luce superiori, quali l’Entità Cristica e Buddhica, che isolatamente non sarebbero raggiungibili. La stimolazione collettiva e lo sforzo d’insieme trascinano tutto il gruppo a un’intensità di realizzazione altrimenti impossibile. La Legge d'Impulso Magnetico comincia a governarli quando, sempre in gruppo, si dispongono come canali e modi di servizio in puro oblio di se stessi.

            Bisogna comprendere che questo lavoro esclude qualsiasi azione personale, anche se di natura spirituale, e qualsiasi ricerca di unione personale. “È un’unione vitale perché è di gruppo”.

La Gerarchia cerca di promuovere un’attività di gruppo tanto efficiente da produrre, al momento giusto, nel suo impeto crescente, un impulso magnetico così potente da raggiungere le Vite che vegliano sull’umanità e sulla civiltà, e agiscono tramite i Maestri di Saggezza e la Gerarchia riunita.

Questo sforzo di gruppo evocherà da essi un impulso di rispondenza magnetica che, per mezzo di tutti i gruppi d’aspiranti, riunirà le Forze adombranti benefiche. Lo sforzo concentrato dei gruppi oggi esistenti (che costituiscono soggettivamente un solo gruppo) può far sprigionare una tale ondata di luce, d’ispirazione e di rivelazione spirituale da produrre mutamenti definiti nella coscienza umana e condizioni migliori in questo mondo travagliato. Aprirà gli occhi degli uomini alle realtà fondamentali che, finora, sono percepite solo confusamente da quelli che pensano. Sarà l’umanità stessa ad apportare le necessarie correzioni, certa di poterlo fare per la saggezza e la forza che ha scorto in se stessa; ma dietro le scene saranno sempre gli aspiranti, congregati, operanti silenziosamente all’unisono fra loro e con la Gerarchia, per mantenere aperti i canali d’afflusso della saggezza, della forza e dell’amore necessari.

La rivelazione del piano deve essere sempre il potere che motiva il discepolo (in particolar modo quello di settimo raggio); egli opera sulla terra, sul piano esterno della manifestazione, a costruire forme per cui la volontà divina possa esprimersi. I quattro scopi principali che si sono proposti gli Esecutori del Piano sono:

 

Primo. Il principale scopo è stabilire, per mezzo dell’umanità, un avamposto della Coscienza divina nel sistema solare. Ciò corrisponde, in senso macrocosmico, al rapporto fra il Maestro e il Suo gruppo di discepoli.

Secondo. Fondare sulla Terra una centrale di tale potenza e un punto focale di tale energia, da fare dell’umanità, nel suo insieme, un fattore nel sistema solare capace di causare cambiamenti ed eventi di natura impareggiabile nella vita e nelle vite del pianeta.

Terzo. Sviluppare una stazione di luce, per mezzo del quarto regno della natura, destinata a servire sia il pianeta sia il nostro sistema sia i sette di cui il nostro fa parte.

Quarto. Stabilire nell’universo un centro magnetico, di cui il regno umano e quello delle anime, uniti e unificati, costituiscano il punto di massima potenza, e servano le vite sviluppate nella sfera d’irradiazione di Colui di Cui nulla si può dire.

Quinto. Rendersi conto che l’obbedienza al dovere immediato e l’adesione alla più alta forma di verità a noi nota costituiscono il sentiero verso una nuova rivelazione.

Sesto. Rendersi conto che la spassionatezza è una grande virtù da coltivare e che la disposizione ad accettare gioiosamente qualsiasi disaggio, dolore o angoscia di natura temporanea deve essere sviluppata in vista della futura gloria che dissiperà le nubi dell’attimo fuggente.

Settimo. Rendersi conto che la sintesi è il metodo con cui si perviene alla comprensione e che, fondendo le paia di opposti, si raggiunge il sentiero di mezzo che conduce direttamente al Cuore della Cittadella.

 

 

 

 

 

 

 

 


Condividi/Salva/Aggiungi a preferiti