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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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Senza disciplina non può esserci austerità, che ha bisogno di assoggettare le ore di ogni giorno, senza fretta ne indebita pressione, alle circostanze, ottenendo il massimo effetto con il minimo sforzo. Austero è chi:

 

·         Abbandona ciò che non è desiderabile, lasciando agire la Legge di Ripulsa e di compensazione.

·         È dimentico di se stesso, moderato in tutte le cose e avveduto nell’uso di tutte le forme.            

·         Non usa metodi autoritari, non prova simpatie e antipatie, reazioni emotive o idee personali; non ha preoccupazioni, paure o desiderio di piacere.

·         Non ha più il “senso dell’io”, e tratta i temi senza fanatismo e limitazioni, convinto che qualsiasi argomento ha importan­za spirituale.

·         É umile, quieto, sereno e divinamente indifferente.

·         Tace di se stesso, di quel che pensa e di quel che fa, escludendo sentimenti, desideri, risentimenti, e lamentele personali­ e ogni meschinità nei rapporti con gli altri.

·         Egli è sempre impersonale perché nulla di personale interferisca nel servizio e nella vita soggettiva.

·         Il silenzio fa parte dell’austerità che contiene la mancanza di critica e la protezione degli altri.

·         La parola del taciturno è sempre potente perché è assennata e amorevole. Chi appartiene alla Fratellanza spirituale rifiuta di es­sere separativo, sorveglia le proprie parole ed evita il male.

 

Questi requisiti permettono al discepolo risvegliato d’incamminarsi lungo la via iniziatica perché possiede la personalità infusa d'anima, la coscienza di gruppo e quella divina.

 

Il principio mentale è lo strumento per le sue espansioni di coscienza, ottenuto con la meditazione e l’applicazione di quanto ha appreso sui piani sottili, dalle idee ricevute. Queste idee o impulsi soggettivi sono elaborati e mes­se in pratica quale servizio al mondo. L’elaborazione avviene comprendendone la qualità, la vibrazione, il suono e il colore, condizionando le espressioni della personalità.

 

Il comunicatore deve possedere le qualità di chiarezza, impersonalità, equilibrio, coscienza di gruppo, sintesi e contatto con il piano buddhico (l’Ashram e il suo Maestro) in accordo con il compito di realizzare il Piano divino.

 

L’intuizione è la chiave esoterica che apre la porta, tramite la sensibilità alle vibrazioni superiori, alla visione e alle impressioni spirituali.

 

La dualità Atma/Buddhi, mediante la personalità e la Volontà divina, devono essere espresse con l’amore puro e il saggio uso dell’intelletto, a condizione che si riesca a interpretare, a breve, a medio e a lungo termine, ciò che l’umanità dovrà esprimere.

 

“La speranza è uno sguardo nell’eternità”. É la convin­zione che non è tutto finito, ma che vivono sempre nuove possibilità e opportunità, che possono cambiare completamente la situazione.

 

Quando la speranza entra nei nostri cuori, il peso del tempo diventa sempre più debole, nuove energie iniziano a fluire in noi. Il passato non è più pauroso e il presente ci affida il futuro diventa sempre più chiaro. Distaccati dal doloroso presente, il futuro ci apparirà senza paura.

 

La speranza è nel sentiero del ritorno. Se entriamo nel silenzio che è dentro di noi, penetriamo nella “Camera Suoperiore” dove ritroviamo nostro Padre.

 

Il Sentiero è l’antahkarana che ci porta a esprimere in gruppo la dualità di Atma/Buddhi.

 

La speranza è riposta nei numerosissimi discepoli che uniscono il mondo interiore con quello esteriore e che lavorano coscientemente in entrambi.

 

        Il  lavoro sul piano fisico diviene armonico con l’ispirazione del mondo interiore, perché se fatto con saggezza e senso della misura, e, cosa molto importante, con i pensieri, le emozioni e le azioni motivate e in armonia col Piano, tende a spiritualizzare l’umanità.

 

Più si penetra nei piani superiori e più scende lo Spirito della beatitudine, della comprensione e del potere, cosi le relazioni saranno magnetiche, radioattive e avvincenti.

 

L’esperienza della Trasfigurazione si sperimenta con l’uso dell’antahkarana, dove fluisce l’illuminazione, la luce della Triade e l’ispirazione o Proposito o volere dell’anima e della Monade, che si riflettono nella personalità.

 

Solo quando si contempla, ci si ritira nella sfera di vita della Monade, venendo in contatto con la radiazione del “Centro Ove il Volere di Dio è Conosciuto”, dove si captano i principi guida da portare sulla Terra.

 

La ragione inclusiva è comprensione pura, intuitiva e infallibile, perché fonde causa ed effetto, origine e fine delle cose. I discepoli comprendono quest’idea, e, stimolati dall’anima, elevano le coscienze dell’intero Genere umano. Il loro dovere è di essere stabili nel proprio ambiente e fiduciosi nel proprio gruppo.

 

 

 

 

 

 

 

 


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