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UNIONE MEDIATE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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            Nelle conquiste spirituali si deve curare in modo speciale lo sviluppo coordinato dello spirito e della condizione corporea, la quale ha difficoltà ad adeguarsi allo spirito. Quando quest’ultimo si eleva, si provano attacchi d’angoscia. Un altro avvertimento ci consiglia di non pronunciare, per quanto è possibile, nomi di persone, perché chi si rivolge a qualcuno lontano, gli impone un gravame, se lo spirito di questi sia abbastanza sensibile.

            Chi si eleva a livello dello spirito dovrebbe essere protetto, invece in casi del genere non si palesa alcun discernimento, si è pronti invece di aggravarlo dei desideri triviali, senza capire il male che s’infligge da un comportamento così avventato.

            Sul sentiero dell’Arahat, lo yogi deve conoscere la saggezza della Gioia! La presenza dello spirito già ci rallegra, sapendo che è illimitato.

            È nostro dovere conservare la calma dello spirito, anche nella peggiore rivolta e nel tumulto, perché è la legge della perfezione e fa padroni dei vari stati del corpo. Quando si muta il corpo, lo spirito, che non ha cercato di progredire, cade nel torpore, in uno stato privo di luce e vaga senza meta, depresso dalle sue memorie irrealizzate, perciò è essenziale non cadere nell’indifferenza. La perfezione ottenuta nella lotta conferisce calma durante la transizione da un corpo all’altro; così si acquisisce la qualità dell’Arhat, che mai interrompe il flusso della coscienza e costantemente tende al futuro con tutte le sue forze. Comunque, la perfezione spirituale si appresta solo mediante l’esperienza. Un’altra qualità da conseguire consiste nel saper attraversare certe fasi della vita senza essere notati da altri, perché l’attenzione eccessiva distrugge la rete protettiva del “viola”.

            L’istruttore sa dirigere come una nave lo spirito dell’allievo, disperdere l’assalto del sonno e risollevare lo spirito che langue. Guai a chi mente, presentandosi a qualcuno come suo Maestro! Guai a chi pronuncia con leggerezza quella parola per onorare se stesso! Lo spirito, che ah compreso la via dell’ascesa, fiorisce, mentre sprofonda chi rimane nella doppiezza di pensiero. Chi non Lo tradisce, nemmeno con la reticenza quando occorre parlare, è degno di passare la soglia.

            Un grande Maestro, nei riguardi dei numerosi attacchi dei nemici, dichiarò: “È bene che abbiano qualcosa da fare”.

            Non è giusto credere che se oggi sia trascorso, passerà anche il domani. Ogni ora è buona per la trasfigurazione del Nuovo Mondo. Pensiamo a ricevere sempre meglio l’insegnamento nella vita. Anche i più affaccendati possono riservare un’ora al giorno allo studio, non possiamo credere che non si riesca a trovare un momento per l’essenziale, per cui viviamo. Una giornata senza cibo pare miserevole, ma anche lo spirito si nutre di pensiero, e un giorno di digiuno è persino criminoso. I Maestri c’incitano a esaltare i pensieri, ricordando che lo yogi e come il “pane e il latte”. La forza non è necessaria, poiché l’insegnamento attira smorzando qualsiasi ostacolo.

 

 

 

 

 

 


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