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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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Non bisogna distruggere l’entusiasmo da qualsiasi parte provenga o nascondere la verità, ma ammettere ogni “estasi”. Costruire sull’estasi è più facile e più duraturo. L’entusiasmo, come l’amore, accende i fuochi. Che tutti quelli che attizzano il fuoco interiore si riunisca, perché ogni scintilla è preziosa!           

            È meglio sbagliare facendo, che stare in ozio; l’audacia attiva ha già in sé la propria giustificazione e unita allo sforzo moltiplica le energie. Agire in modo correlato con la Gerarchia, ci attira nelle spire di una pressione speciale, che deve essere custodita come una dinamo che dà l’energia più preziosa, perché ci rafforza e ci eleva per fare azioni benefiche. Il fuoco scende su chi attira le correnti dallo spazio ma attenti a non bruciarci, ciò non accadrà se serviamo il Bene.

            Riconoscere la Gerarchia non è una disciplina formale ma una cooperazione cosciente. Quando lo spirito capisce di far parte di una serie infinita di dinamo, acquista la prerogativa di avanzare. Chi è designato a guidare gli altri deve obbedire solo ai richiami del Maestro, facendo attenzione a risparmiare l’energia. Ci hanno dato il compito di assisterli incaricandoli di trasmettere l’insegnamento agli altri.

            È un errore considerare le parole dei Maestri come elementi poetici, è invece da accogliere come l’appello del Costruttore, Cui non importa, essere l’Altissimo, ma adempiere la missione del Signore. Il maestro sa sempre quando è il momento migliore, per non violare il karma e far percepire il flusso delle correnti estranee. I suoi Comandi sono come frecce, devono circondare il bersaglio senza colpirne il centro, che appartiene all’uomo, ma per riuscire nell’impresa occorre la cooperazione. “Non voltate le spalle al Maestro”; è un comando che può essere inteso servilmente o con rispetto. La venerazione, se cosciente, è come un fiore di luce, ma non deve essere forzata.

            Si possono avere molti collaboratori, ma è importante sondarne la devozione, che non abbia la speranza di una ricompensa e che capiscano che il lavoro della e per la Gerarchia è già tale di per sé fonte di gioia.

            Ciò che si chiama comando della volontà è un’emissione di energia psichica, che, quale prodotto dell’elemento del fuoco, colpisce le radiazioni più deboli. Ciò significa che per rafforzare l’aura occorrono una coscienza pura e l’intervento del fuoco dello spazio che riempie l’uomo di coraggio e distaccato da ciò che è transitorio.

            L’insegnamento prevede anche l’impiego di tutte le forze di cui si dispone. Perché allora non utilizzare durante la vita il corpo sottile? Le indicazioni che lo riguardano sono antichissime. Di solito la sua attività è completamente esclusa dalla vita fisica, ma ciononostante le sue proiezioni sono effettive. Ciò significa che dipendono solo dalla coscienza e dall’esperienza. Bisogna armonizzare le due nature perché gli uomini per molti millenni le hanno separate. Già nella vita stessa si dovrebbe dare per certo uno stato d’affinità fra quelle due condizioni diverse. L’uomo dovrebbe consapevolmente annettere il corpo sottile alla vita fisica quotidiana, osservandone pazientemente le manifestazioni. Per lungo tempo esso agirà in modo indipendente dall’intelletto, ma finirà per armonizzarsi con la coscienza superiore. Ci si può dirigere così con semplicità verso nuove fasi dell’esistenza.

 

 

 

 

 

 

 

 


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