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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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            Le energie, che si destano nell’uomo, quando realizzano l’Agni Yoga, agiscono in modo positivo, inevitabile e mutano profondamente l’esistenza, ma, secondo la qualità dello spirito, possono essere ampliate di molto, o renderle certamente inutili, perché ciascuno è libero di scegliere. L’energia spaziale provoca accadimenti in varie parti del mondo e il pianeta vibra reagendo alle esplosioni dei corpi celesti. Questi devono essere considerati benefici se sono pochi, poiché tutta la pressione delle correnti si scarica su di esso. Bisogna usare cautela, ma allo stesso tempo dimostrare il coraggio temprato dalla coscienza matura; senza di esso e senza creare non si costruisce.

            Molte società professano principi originali altruistici, perciò non dobbiamo rinnegarle. Quando si tratta di moventi sinceri, tutti quelli che vogliono il bene generale devono unirsi, specialmente se lo spirito è sviluppato e la coscienza non dorme. Le parole di condanna si pronunciano solo nei gradi più bassi; sono fuori luogo quando il seme della grande lotta cresce in noi.

            Dobbiamo sempre essere consapevoli che ciò che oggi sembra impossibile potrebbe essere fattibile domani. La malasorte di molti dipende dal fatto che non comprendono la Legge della reincarnazione e rifuggono dalla complessità delle condizioni necessarie per il successo; perché preoccuparsene se il Maestro con il suo potere protegge la bellezza della nostra vittoria. Certo può proteggere fino a un certo punto, perché il male è intorno a noi e bisogna avvicinarlo ed evitarlo tramite la conoscenza. Stiamo combattendo una battaglia senza pari, e il sapere dell’indistruttibilità della sostanza primaria conferisce continuità alla lotta, e similmente il sapere che l’esistenza non cessa, dà ali alla vittoria. È possibile lavorare senza sosta, perché le ali si spiegano nel ritmo veloce dei giorni e delle notti.

            Si dice che quando un discepolo lascia il Maestro deve restituire l’anello ricevuto da Lui. Ciò che erige una barriera fra il discepolo e il Maestro è una fonte del karma d’ossessione o una debolezza dello spirito; se si corregge, l’espulso può riprendere dallo stesso punto il cammino interrotto. Il discepolo deve rendersi conto che occorre affrettarsi e dedicarsi al servizio.

            Così il discepolo si presenta al Maestro: aperto, disposto a gettare i cenci del vecchio mondo; egli lotta con vigore per la nuova coscienza, è avido di sapere, impavido, sincero, devoto, vigile, alacre, degno della meta prefissata e sensibile. Ha trovato la via della fiducia. Maya non lo seduce più, né Mara (il dio della tentazione, il seduttore che tentò di distogliere il Buddah dal suo sentiero) più lo spaventa, così la vita si abbellisce. Migliorano le capacità. Le parole superflue sono abolite. “Maestro, ho ben resistito alle fitte del caldo e all’orrore del gelo”. “La forza fisica di una volta mi ha lasciato, ma l’orecchio è aperto, e il corpo di luce è pronto a vibrare al Tuo richiamo, e le braccia sono pronte a reggere le pietre più pesanti per il Tempio”. “Conosco tre Nomi, so di Colei Che ha il Volto velato”. “La mia forza ora si moltiplica”. Così il discepolo si rivolge al Maestro. Gioia a chi contribuisce con un seme alla comprensione del Bene comune. Tale è il comando impartito a chi si prepara per il compito mondiale.

 

 

 

 

 

 

 


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