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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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Cosmo

            Il Cosmo pulsa e altrettanto lo fa l’energia psichica, flusso e riflusso si susseguono e non è saggio attendere il riflusso se si vuole raccogliere il potere, sapendo che si forma un tessuto di cooperazione, come un velo delicato, che connette i centri con fili di fuoco.

Questo rende radiante l’universo e l’energia psichica risplende di fuochi, che si può chiamare Atma e Agni, necessari per ottenere la coscienza. L’energia psichica è un tesoro del cosmo ed è inesauribile, quando se ne consuma un tanto con moderazione, si ricostituisce immediatamente, quindi è un bene consumarla quel tanto che basti. L’energia rimpiazzata separa più facilmente i precipitati e tende con forza all’opera universale, perciò la rotazione è necessaria.

            Quanto maggiore è la coscienza, tanto maggiore è l’angoscia. È inevitabile che la crescita della coscienza porti dell’angoscia, perché non c’è armonia fra l’Infinito e la realtà terrena, ma ciò suscita il desiderio di realizzazione. Non c’è via verso l’infinito senza la percezione del Tutto. Pare che non ci sia nulla per farci sentire la bellezza del cosmo, ma chiunque abbia udito la musica delle sfere anche una sola volta, capisce l’imperfezione terrena causata dallo stato attuale dell’umanità.

            I segni dell’acquario, in combinazione con Saturno, sono frequenti e quindi sono giusti il chimismo dei raggi e la cooperazione dei sistemi solari. Oggi dopo tanto tempo, l’umanità vi ritorna e i corpi celesti sono d’attualità, ma ciò non significa che abbiano forme terrene. Gli uomini non riescono a pensare se stessi in altre manifestazioni, ciò non toglie che gli altri mondi non cooperino, al contrario sono condizioni comunissime.

            Possiamo migliorare il pianeta, partecipare all’evoluzione del Cosmo, capire l’infinito perché abbiamo il retaggio dell’età, ma dobbiamo accendere i fuochi e tenere la fiamma dello spirito sempre accesa. Il fuoco del Cosmo non può manifestarsi in pienezza prima che si sia consacrato al fuoco e a passare nella propria essenza tutte le fasi che vi conducono.

            Nell’insegnamento ciò che veramente dovremo inculcare, è di esortare al volo, affermare il servizio, mostrare la luce, senza che le vie e i metodi siano schiavitù. Caricare di pesi eccessivi è indegno e altrettanto è trascurare le opportunità. Sarebbe errato dedicargli solo il tempo del riposo e dei momenti elevati. Il simbolo è il fuoco che tutto pervade.

            Il lavoro di ogni giorno è il pranayama che eleva la coscienza, perché il prana scende dalle sfere superiori. Il lavoro genera energia, simile in essenza a quello spaziale. Tutte queste energie messe insieme producono quella Suprema, quale nasce dal ritmo del Cosmo. Solo chi ha scarsa capacità di comprendere, teme il ritmo del lavoro e costruisce la propria prigione. L’umanità stenta a riconoscere che un Re e un calzolaio sono paragonabili sotto ogni aspetto.

            Il fuoco dello spazio è come metallizzato e la vita s’imbeve del prana radioso della realtà, è giusto osservarne i segni senza pregiudizio e vedere a quale idea si collegano, perché il fuoco dello spazio nella vastità del Cosmo, assegna il destino migliore all’umanità che cerca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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