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UNIONE MEDIANTE UNIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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Considerazioni.

            Mi sono sempre chiesto quali qualità il discepolo consacrato al Servizio debba avere. Secondo me occorre:

  1. Proteggere e rendere sicuri il mondo e l’umanità.
  2. La conoscenza che va oltre il regno della relatività e dell’individualità perché penetra dappertutto e vede l’eternità in un’unica occhiata.
  3. La forza di volontà che abbatte ogni possibile ostacolo, quando si desidera raggiungere la liberazione del mondo intero dalla schiavitù di nascita e morte.
  4. Un amore che abbracci tutte le cose e che, unitamente alla conoscenza e alla volontà, promuova il bene spirituale di tutti gli esseri.
  5. Un grande cuore compassionevole che è il fattore principale del desiderio.
  6. La conoscenza nata dalla saggezza trascendente che è l’elemento dominante.
  7. I mezzi acconci per operare come agenti protettivi.
  8. Possedere una precisa visione spirituale che vede nella natura dell’esistenza.
  9. Controllare l’amore con la saggezza e temperare la saggezza con l’amore.
  10. Adattarsi alle condizioni sempre mutevoli dell’esistenza

             Le qualità sopra elencate sono un intenso desiderio che determina un totale riordinamento o ricostruzione di tutte le precedenti esperienze fatte dal discepolo; esse sono la volontà originaria che costituisce il fondamento della personalità; sennò il significato dell’impegno diviene incomprensibile. Domandiamoci: che cos’è la vita di un discepolo? qual è il significato della vita umana? È quello di beneficiare il mondo e di salvare tutti gli esseri dalla sofferenza.

            Il discepolo, vivendo da privilegiato nel mondo, in un periodo stimolante di transizione, avendo molti meriti, purificato dalla comprensione, dotato d’intuizione, protetto dall’ashram, deve seminare. Egli dev’essere come la terra che sostenta tutti gli esseri; come l’acqua che monda tutte le impurità dalle passioni; come il vento che soffia dappertutto; come il sole che illumina ogni cosa; come un occhio che percepisce dove la strada è piana e dove non lo è; come un’ampia strada che conduce alla conoscenza; come una maestosa dimora che è un asilo dove viene praticata la meditazione e confortevole riparo per chiunque lo voglia; come un fiore di loto immacolato che niente può contaminare; come un buon amico che scioglie tutti dalla schiavitù dei tre mondi.

            Tutte queste metafore per dire che il discepolo che si prepara per l’iniziazioni  di gruppo, deve racchiudere i segreti della vita spirituale basati su di un ardente amore nei confronto di tutti gli esseri e non di un freddo intelletto che cerca di svelare i segreti dell’esistenza per mezzo della logica. 

 

 

 

 

 

 

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