Sei in: news
[1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11]

 

 

 

 

L’INIZIAZIONE È UNA RICHIESTA DELL’ANIMA

Carlo Setzu

 

Seconda Parte di Due

 

Di solito il discepolo è pronto per l’iniziazione quando ha raggiunto un certo grado di conoscenza soggettiva e di poterne fare un uso intelligente. Ciò si raggiunge con un trasferimento da una polarizzazione a un'altra che implica “la coscienza di una crescente unione nonostante tutto ciò che vive e dell’essenziale unità del con tutti i Sé”.

       Nel processo di apprendimento, il desiderio, mosso dalla mente e fortificato dalla personalità, perde la presa sull’aspirante. Quando l’anima comincia a dominare ed egli impara il significato dell’amore, assorbe il senso dell’attività, della relazione e dell’iniziazione di gruppo, egli è pronto ad apprendere il significato superiore, prima dell’aspirazione, poi dell’ispirazione e quindi della coscienza centrata nella Triade Spirituale. Da qui passa al prossimo stadio iniziatico determinato dall’Irradiazione, Magnetizzazione, Trasmutazione e Trasmissione.

       Il discepolo deve guardarsi, nell’intimo del cuore, dall’egoismo spirituale e domandarsi se la via verso l’ashram si fonda sul desiderio di sviluppo, di conseguimento e di liberazione invece che sull’amore divino verso l’umanità; per liberarsi da questo desiderio, qualora ci fosse, deve usare il processo di logorio, cessando di riconoscerlo perché totalmente impegnato nel servizio.

Il processo spirituale di distruzione del desiderio e lo scioglimento di tutti i legami della personalità, sono i primi due risultati essenziali del vero lavoro di gruppo che emerge spontaneamente perché generato dalla coscienza di gruppo e che lo fonde in un punto di tensione nel servizio; allora il gruppo è pronto per un insegnamento successivo e un più stretto rapporto col Maestro.

       Si cerca di comprendere il Proposito del Logos insito nelle parole simboliche di Desiderio, Volontà, Piano e Proposito. Durante il processo evolutivo l’aspirante impara a trasmutare l’aspirazione in ispirazione, si conforma alla Volontà di Dio, entra in rapporto con la Gerarchia, è assorbito nella vita gerarchica e consegue la ferma determinazione e le iniziazioni. Solo allora comincia a comprendere la vera natura della Volontà, il Proposito di Sanat Kumara che gli sarà rivelato da una giusta valutazione del Piano, seguito dalla conseguente collaborazione con esso.

       La vita della montagna della Trasfigurazione si raggiunge quando la natura del desiderio è, soggiogata e, la radiosità dell’amore, effondendosi dall’uomo a Dio e da uomo a uomo, diviene uno stile di vita, con la perfetta giustizia e la perfezione futura come meta della razza umana.

            Il meccanismo della personalità deve essere purificato e insensibile alle attrazioni materiali dei tre mondi, che d’ora in poi non ci sarà più nulla nell’iniziato che possa contrastare l’attività iniziatica divina. Gli appetiti fisici sono soggiogati e relegati al loro giusto posto; la natura del desiderio è dominata e purificata; la mente è responsiva soprattutto alle idee, alle intuizioni e agli impulsi provenienti dall’anima e, comincia il suo vero compito d’interprete della verità divina e di trasmettitore dell’intenzione ashramica.

      Il problema che deve affrontare la Gerarchia mentre cerca di preparare i discepoli per le iniziazioni successive, è l’uso corretto della volontà, sia in modo in cui essa usa la volontà rispetto all’iniziato, sia l’uso della volontà da parte dell’iniziato quando opera per il piano, che attua il proposito, e per pervenire a ciò che è necessaria l’espressione diretta, comprensiva e potente del primo aspetto. Per molte ragioni la Volontà rappresenta un problema. Elenchiamone alcuni:

1.    L’energia della Volontà è la più potente nell’intero schema d’esistenza planetaria. È chiamata la “Forza di Shamballa” ed è ciò che tiene insieme in vita tutte le cose. In realtà è la Vita stessa. Questa forza di vita o volontà (che attua l’intenzione divina), è quella per il cui mezzo Sanat kumara raggiunge il suo scopo. In scala minuscola e l’uso di uno degli aspetti più bassi che questo primo aspetto (quella personale) consente all’uomo di realizzare i suoi piani e di raggiungere lo scopo prefisso, se ne ha uno. Quando manca la volontà, il piano si estingue e lo scopo non è raggiunto.

2.    Vi sarà pertanto evidente che quest’energia è l’agente per la rivelazione del proposito divino.

Vi potrà sorprendere che si ritenga che questo presenti un problema per la Gerarchia, ma se questo potere – impersonale e potente – cadesse nelle mani della Loggia Nera, gli effetti sarebbero veramente disastrosi.

In fin dei conti, i discepoli sono stati “organizzati” per aiutare la Gerarchia nel suo lavoro mondiale, questa è la cosa essenziale da fare. Dobbiamo ritirarci al centro da cui fluiscono luce, potere e amore – il centro dal quale tutte le scuola esoteriche traggono la loro vita è Shamballa. Il volere del gruppo deve essere fuso in un unico sforzo per far fronte alle Sue richieste. In altre parole, la chiave per un buon lavoro del segretario è:

·         Il contatto con l’anima.

·         Lo sviluppo del potere d’invocazione.

·         Uno spirito consacrato.

·         Un atteggiamento impersonale.

La Scuola deve essere in prima linea fra quei gruppi che sono attivi nell’iniziazione di nuovi movimenti nel mondo e nello stabilire la vibrazione e il ritmo che aiuterà a portare l’umanità avanti lungo la Nuova Era e con il tempo a entrare attraverso la porta aperta dell’iniziazione.

Il nostro maggior sforzo è d’indicare la direzione ai nostri studenti e il modo di venire in contatto con l’anima, ma non partendo dal presupposto che vi siano già pervenuti; aiutare il loro potere di pensare astrattamente e e di prepararli mentalmente al servizio del mondo; aiutare a portare le loro anime in piena espressione sul piano fisico. Il discepoolo serve con l’autorità del contatto con l’anima, dell’amore per il lavoro e con il magnetismo evocativo. 

Un’altra autorità, ancora più grande, è l’amore per l’umanità, la brama di fare ciò che è buono e giusto per l’intera famiglia umana e il desiderio di opporsi a tutto ciò che minaccia la felicità e il benessere dell’umanità, è della massima importanza.

Se non esiste il contatto con l’anima, poco o nulla può essere fatto per i propri studenti. Ovunque si trovi un discepolo consacrato, egli agisce sempre da catalizzatore. La sua presenza precipita difficoltà, crisi e problemi, poiché è questa la sua precisa funzione. La sua vita spirituale è così dinamica che deve produrre effetti definiti sulle persone con le quali vengono in contatto. Se non avviene, ciò significa che la vita spirituale ha bisogno di essere intonata a una tonalità più elevata. L’autorità della conoscenza deve essere sostituita da quella dell’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

[1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11]

Condividi/Salva/Aggiungi a preferiti