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SINTESI SOGGETTIVA

Carlo Setzu

Terza Parte di Quattro

 

Ashram        

Gli ashram esistono sul piano buddhico o dell'intuizione e i loro membri sono legati in un tutto sintetico, pertanto le singole personalità non vi trovano posto perché incapaci di entrare in sintonia con l'aura di un ashram. I suoi componenti non si riuniscono per una meditazione riflessiva, avendo la capacità di vivere nel campo della percezione intuitiva. Dobbiamo sempre ricordare che l'individuo e la parte sono considerati in rapporto ad un tutto in espansione. Quindi è necessario avere la capacità di scorgere questa entità inclusiva e annotare la Legge che viene trascesa quando la parte diventa il tutto e risponde in pratica alle leggi spirituali maggiori che sostituiscono quelle trascese.

            L'evocazione e l'uso della Volontà devono essere perseguiti con impegno perché "la volontà è quell'aspetto divino nell'uomo che lo pone in rapporto con il Proposito e poi sotto il suo dominio, intelligentemente inteso nel tempo e nello spazio e compiuto dall'anima come espressione di amorevole impegno. Il metodo per eccellenza di sviluppare la volontà è di coltivare il riconoscimento del Piano divino attraverso i secoli; questo produce un senso di sintesi che, a sua volta, collega l'uomo con il Piano". Il mezzo per sviluppare gli aspetti superiori della volontà è capire e coltivare la percezione di primo raggio.

            Anche quando abbiamo capito in astratto la sintesi dei tre nell’Uno e l’Uno nei tre, siamo costretti, per necessità contingente, a prendere in considerazione l’idea dell’unità della vita che si esprime nell’umanità come fratellanza. “È un ideale soggettivo e a poco a poco si comprende come quel rapporto fondamentale si attui nella pratica”, realizzando il Piano Gerarchico.

            Solo quando tendiamo al bene comune e sintetizziamo le diversificazioni, ci approssimiamo all’ideale e ai principi primari. “Come la personalità si uniforma ai principi che guidano il sé minore e l’ego opera secondo la Legge dell'Amore, che si manifesta nell’azione di gruppo o come sintesi dei molti nei pochi, così la Monade vive l’attività dell’amore quale potere che opera la sintesi dei pochi nell’Uno”. Quest’ultima riferita all’unità o al risolversi nei sette, che è l’unità per la Gerarchia umana.

Lo Yoga di Sintesi

Lo Yoga del discepolo dovrebbe essere quello della sintesi, dello sviluppo cosciente dell’intuizione, della vera percezione spirituale e dell’uso esperto della mente come strumento d’interpretazione. Lo “Yoga della sintesi” non è stato ancora descritto in nessun testo, però abbiamo una traccia quando ci dicono che si tratta “dell’unione ottenuta identificandosi col tutto” e pensando così in termini universali, che non significa un processo di realizzazione o di perseguire una visione, ma identificazione elaborata con l’esperienza individuale, non per se stessi ma per essere donata al mondo.

            Nel campo del servizio, come membri del Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo, sono particolarmente “gli osservatori organizzati” che possiedono, come caratteristiche prevalenti, la capacità di sintesi, il rifiuto del non essenziale, l’organizzazione del sapere umano e il collegamento dei vari domini della ricerca in un tutto coerente e organico.

            “Ogni qualvolta affiora nel mondo la tendenza alla sintesi e alla comprensione, ogni qualvolta il minore si perde nel maggiore e il singolo nel tutto, ogni qualvolta che grandi concetti universali impressionano le menti delle moltitudini, si verifica per conseguenza un disastro, un cataclisma, una distruzione di forme e di ciò che ostacola l’attuazione pratica di questi concetti”. (M.B. p.622)

       L’opera e l’attività di Shamballa, della Gerarchia e dell’Umanità – unite, fuse ed interdipendenti – sono naturalmente evocative e invocative. Tutto ciò che avviene possiamo attribuirlo a Shamballa o al Suo Proposito, distribuito dalla Gerarchia nell’Umanità che sono influenzate da forze extraplanetarie attraverso Shamballa. Questa interdipendenza è simboleggiata dai centri della testa, del cuore e del plesso solare nel corpo eterico individuale. Il loro rapporto unificato permette all’uomo di manifestarsi come un tutto coerente a livello di coscienza. È indispensabile per il discepolo acquisire questa percezione sintetica ed unificata.

       Bisogna sviluppare una mente di tipo gerarchico come Gruppo divino, cosciente dell’attrazione e del potere evocativo di Shamballa e invocativo dell’Umanità. Così come la AUM è composto di un suono principale, di tre suoni secondari, e di sette toni sussidiari, così è la Volontà di Dio che è incarnato e mantenuto in sintesi dai membri della Camera di Consiglio. Quando “tengono in soluzione la Volontà, essa è una unica nota chiara; quando vedono quella volontà in moto sono tre accordi costanti che portano in tutti mondi il Proposito; quando spingono quella Volontà a manifestarsi sono sette toni vibratori che tracciano la struttura del Piano nei mondi riflessi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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