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UNITÀ

 

VERSO UNA NUOVA TENSIONE

 

Carlo Setzu

 

Seconda Parte di Due

 

          Dopo un certo periodo di amplia fluttuazione, si stabilizza ed acquisisce una sua identità di coscienza stabile e una memoria di Sé (principio di conservazione dell’informazione e della coscienza), realizzando così una conoscenza di livello superiore. Nel piano buddhico l’elemento della comunicazione è essenziale. La sua creazione è intimamente legata alla possibilità che gli esseri hanno di comunicare, conoscersi, capirsi, unificare i loro singoli destini (come progetti evolutivi) e sincronizzare le loro coscienze fino a far vibrare all’unisono le loro energie e i loro campi elettromagnetici. Sintropia è sinergia. La realizzazione di un linguaggio multiplo universale e di un’unica conoscenza, che sincronizza le singole unità, è un fenomeno di estremo interesse e dovrà essere studiato nei minimi particolari.

            Il piano buddhico e particolarmente il piano del violetto (eterico) sebbene tutti i colori vi trovino posto. Occorre tener presente che ogni Logos planetario opera principalmente su uno dei sette piani, e da ciò possiamo dedurre che la sua influenza trova la linea di minor resistenza su un determinato piano, pur esercitandosi su tutti. Estendiamo alla seconda affermazione relativa alla composizione eterica dei corpi degli uomini quelli degli Uomini Celesti, e si troverà che come la maggioranza dei corpi eterici umani sono fatti di materia del quarto etere, così si può dire che quattro degli Uomini Celesti hanno il veicolo eterico composto da questo quarto etere cosmico (materia buddhica).

 

            Inoltre, le due grandi evoluzioni (umana e devica) trovano la loro unità di gruppo sul piano buddhico, e frazioni d’entrambe le Gerarchie si uniscono e si fondono in modo da formare il corpo del divino Ermafrodito – il grande Essere che manifesta in Sé la coppia di opposti. Inizialmente in certi punti determinati le due Gerarchie possono avvicinarsi temporaneamente, e sul piano buddhico si ha l’alleanza definitiva e permanente.

 

      Queste quattro Entità funzionano mediante il quarto etere cosmico e hanno dei veicoli di materia buddhica. Essi si fondono nella più grande Vita del Signore de Terzo Raggio  d’Aspetto sui livelli atmico, e questi quattro (insieme al Raggio di Sintesi) costituiscono la totalità dell’energia manasica.

 

            Il proposito, la ferma intenzione, la determinazione e la persistenza mettono in tensione la mente, concentrando le energie nel raggio di ogni singolo discepolo e in quello dell’umanità.

 

La mente in questo caso è in uno stato di intensa elettrificazione, d’altissimo grado di vibrazione e in uno stato di profonda aspirazione verso la Monade; uno stato di grazia che mobilita chiaramente l’intento, le forze a disposizione, la tecnica necessaria, la perfetta comunicazione.

 

In altre parole si può dire che bisogna entrare in un profondo silenzio, invocare la luce dell’anima e il potere della Triade, avvertendone la tensione.

 

La nuova tensione produce una nuova sensibilità umana verso l’ambiente, e una nuova presa di coscienza verso tutto ciò che respira. Questo è il risultato ottenuto dal proposito, dalla forma-pensiero e dalla tensione tenuta sempre ferma. La volontà irremovibile e focalizzata, qualunque siano le difficoltà e le circostanze, crea una potentissima e nuova tensione, come tendenza di vita nella totale dedizione all’umanità; operando dallo stato di essere buddhico, di sopra della coscienza, mediante il frutto della esperienza nella forma, è possibile orientarci verso l’unità e l’identificazione con l’aspetto Vita.

 

La volontà è la base per qualsiasi accostamento, apprezzamento ed identificazione; essa si manifesta come tensione ed implica l’idea di orientamento, di determinazione implacabile, di capacità di attesa e di conservare immutata l’intenzione; determina anche l’azione creativa voluta, basata sulla comprensione amorevole, nel momento psicologico opportuno e nel momento esatto che l’anima giudica giusta.

 

Trovare la Parola per la trasferenza "è il risultato del punto di tensione", emerge dal silenzio e la sua espressione più semplice è il ritmo crescente del "Suono" o "nota di gruppo". Questo ha un effetto invocatore e provoca infine una risposta dell'Ashram interiore grazie al rapporto di quest'ultimo col gruppo esteriore.

 

Questa nuova tensione è talmente stimolante che l’uomo ormai viaggia nell’eterico del pianeta, mediante le energie convertite in elettronica, ad una velocità impensabile non molto tempo fa. Questo nuovo modo impersonale di vivere nel virtuale (realtà lontana da colui che ne usufruisce) deve essere preso sul serio dai discepoli, se non vogliono essere tagliati fuori dal nuovo modo di vivere collettivo, in caso contrario il servizio non verrà espanso tanto quanto noi lo vorremmo; inoltre con questo sistema si può praticare una fratellanza più vasta comunicando con tutti i gruppi esoterici (emanazioni della Gerarchia) sparsi nel mondo e scambiarsi vicendevolmente le esperienze  mediante files e chats; potrebbe essere un nuovo modo di tenere alta la tensione per meglio orientare l’umanità verso nuovi atteggiamenti, eliminando la separatività, il modo greve di vivere della personalità e dandole il senso di unità. È vero che questo modo di comunicare non sostituisce la telepatia e la comunione spirituale, però come primo approccio all’ubiquità è molto interessante.

 

La nuova tensione deve portare per gradi l’umanità a comprendere che “la Volontà è fondamentalmente un’espressione della Legge di Sacrificio”, cioè riconoscere le responsabilità, identificarsi con il tutto ed imparare il significato esoterico delle parole “nulla possedendo (sacrificio) eppure possedendo tutto (universalità)”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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