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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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Come esistono battaglie interplanetarie, così anche nel nostro pianeta si scontrano correnti negative e positive che sono accresciute di molto dalle coscienze dei viventi; non si può immaginare quale grave pericolo esse comportino. Questi pericoli sono nell’imperil che è il massimo distruttore dell’energia psichica, la paura, il dubbio e la pietà di se, che oscurano e interrompono la suddetta corrente. Il flusso è alimentato invece da quelle tensioni che esistono nell’abnegazione e nel conseguimento. I fuochi così evocati dal ritmo citato intensificano e rafforzano l’energia psichica.

Nell’insegnamento è molto importante la qualità del ritmo perché manifesta il principio vitale. Esso si correla con l’energia sottile quando è vivente e spiritualizzato dalla coscienza. Quello morto delle labbra, con ripetizioni prive di spirito, imprime un battito letale che turba il saggio silenzio e nuoce.

I due fuochi, quello che crea e quello che distrugge devono essere applicati con coscienza spirituale e con impegno senza vili motivi; mentre il primo splende, scalda ed esalta, il secondo incendia e incenerisce, a noi interessa solo il fuoco creativo, perché è possibile verificare che può essere accostato. Questi segni di fuoco sono da custodire, e bisogna imparare a cogliere i doni migliori della coscienza, facendo attenzione affinché la vita quotidiana non sia spesa senz’anima.

Un altro grande nemico è la sfiducia, perché recide i conseguimenti, essa di solito ha paura del nuovo; è molto più facile negare che osservare. La sfiducia è grigia, meschina, priva di coraggio e impedisce che la conoscenza sia basata sull’esperimento, ciò avviene anche perché, sicuramente, i risultati si accumulano con grande lentezza.

Un altro ostacolo viene quando dalla conoscenza si pretende una ricompensa materiale, talvolta qualcuno, giunto vicino all’insegnamento, ha acquisito possibilità meravigliose, eppure continua a sognare la ricompensa, come un povero! Quando invece l’insegnamento altruistico è la massima gioia della vita!

Per essere sinceri praticare l’Agni Yoga non è facile, perché induce molta tensione e comporta, anche se non si fa attenzione, molti pericoli. Nessuno si lasci sedurre dall’idea che sia tutto “latte e miele”. La maestria nel “maneggiare” i fuochi è un processo lento, ogni gesto prematuro rischia una deflagrazione, per esempio, un grado di padronanza anche molto elevato, è poca cosa se paragonato al susseguente. Vedere Fohat non è facile, occorrono molte cose e molti anni affinché la sua energia appaia in evidenza, per non parlare di Para – Fohat, a sua volta alimentato da Pan – Fohat. Queste energie pervadono di gioia e d’amore solo le coscienze forti.

 

Pochi sono quei costruttori fidati che con abnegazione accolgono nel calice del cuore i pensieri dello spazio. Essi non temono di essere ustionati dai fuochi, non sentono fatica per il carico d’angoscia dell’imperfezione che li circonda. I fuochi super – radianti dello spazio li visitano, ed essi “conversano” con le scintille di coscienza spaziale, in silenzio accendono pensieri e rispondono. La benedizione non è senza peso, ma è l’ingresso alla sublime Dimora.

 

 

 

 

 

 

 

 

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