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EVOLUZIONE

Carlo Setzu

 

Parte Prima di Quattro

 

Definizione

            Il metodo dell’evoluzione  è di adattare l’aspetto materia all’aspetto spirito, affinché essa fornisca allo spirito un corpo d’espressine perfettamente adeguato. Il ciclo di vita del Figlio è di cento anni di Brahma, così come il ciclo di vita dell’uomo copre un numero di anni dipendente dal suo karma. Durante il suo ciclo di vita l’uomo esprime ciò che egli è interiormente nel suo stato particolare. Si sviluppa progressivamente dal periodo prenatale in cui il adombra l’aspetto materia, fino al periodo in cui il Sé Superiore prende pieno possesso della forma pronta. Questo stadio varia secondo gli individui.

            Da quel momento in poi l’uomo ricerca più piena autocoscienza e (se tutto procede normalmente) si esprime mediante la forma in maniera sempre più adeguata. Ogni vita o ciclo minore, nel grande ciclo dell’Ego o Sé apporta un’espressione sempre più completa, aumentando il dominio sulla forma sviluppa la cosciente realizzazione del Sé, finché giunge un ciclo culminante di vite in cui il Sé interiore rapidamente predomina e acquista piena autorità.

            La forma diventa sempre più adeguata, la fusione dei due poli, spirito e materia, è pienamente realizzata. E la luce (fuoco) e il calore (radiante) sono visibili e percepibili nel sistema. A questo stadio, o la forma viene utilizza coscientemente per fini specifici oppure è abbandonata e l’uomo è liberato. Il fuoco elettrico e il fuoco per attrito sono fusi, e il fuoco solare che ne consegue divampa in gloria radiosa.

 

Le unità di coscienza in manifestazione

            Se si considerano attentamente gli obiettivi indicati, si vede che ognuno ha il suo posto nel piano, e che evoluzione è solo un termine usato per esprimere lo sviluppo progressivo nel tempo e nello spazio delle facoltà inerenti all’Uomo Celeste e al sublime Uomo dei Cieli. La posizione di ognuno riguardo agli altri deve essere tenuto presente poiché nessuno di loro può svilupparsi senza gli altri. Abbiamo dunque:

 

·         Il Figlio, il Sublime Uomo dei Cieli, che si manifesta mediante il Sole e i sette pianeti sacri, ognuno dei quali incarna uno dei principi del Figlio – un Logos Planetario. Si sviluppa anch’Egli analogamente mediante sette principi che sono la fonte della Sua essenziale unità con tutti gli altri Uomini Celesti.

·         Dal punto di vista cosmico il Figlio sviluppa il principio di un Essere cosmico maggiore, principio che noi chiamiamo Amore e Saggezza. Questa è la caratteristica fondamentale che Egli debba sviluppare durante il suo ciclo di vita, perciò, ogni Uomo Celeste incarna in modo particolare uno dei principi secondari del principio fondamentale e, come il Figlio, ha sei principi sussidiari.

·         L’essere umano – l’uomo, si manifesta sul piano fisico mediante la forma, e ha pure sette principi. In ogni ciclo di vita egli lavora al loro sviluppo. Egli ha pure la sua colorazione primaria, che dipende dal principio fondamentale incarnato in quell’Uomo Celeste, che è la sua fonte d’origine; quindi abbiamo: 

 

Padre Spirito e Madre Materia che producono:

 

·         Il Figlio o Grande Uomo dei Cieli, L’Ego logoico cosciente, che si evolve mediante il Sole e i sette pianeti sacri, di cui ognuno incarna un principio cosmico con sei differenziazioni per mezzo di:

·         Espansione, Stimolazione, vibrazione e interazione magnetica o Legge d'Attrazione e Repulsione.

·         Progresso ciclico, della ripetizione rotativa, associata all’ascensione a spirale. Che sviluppa:

·         La qualità d’Amore-Saggezza, mediante l’utilizzazione della forma per mezzo dell’intelligenza attiva.

·         La piena autocoscienza.

·         Un sistema solare perfetto, ossia una forma adeguata alle necessità dello Spirito che vi dimora.

 

Corpo eterico

            Non è un nostro scopo offrire dei fatti perché la scienza li verifichi, e neppure indicare all’investigatore scientifico la via per il successivo passo avanti. Se questo avvenisse, è solo un fatto accidentale e puramente secondario. Ciò che cerchiamo soprattutto è di dare delle indicazioni sullo sviluppo e corrispondenze del triplice insieme che fa del sistema solare ciò che è – il veicolo mediante il quale una grande Entità cosmica, il Logos Solare, manifesta l’intelligenza attiva con lo scopo di manifestare in modo perfetto il lato amore della sua Natura.

            Dietro a questo progetto sta un interiore scopo ancora più esoterico, celato nell’aspetto Volontà dell’Essere Supremo, che sarà inevitabilmente manifestato più tardi, quando il presente obiettivo sarà raggiunto. L’alternarsi di manifestazione oggettiva e di oscuramento soggettivo, la periodica espirazione seguita dall’inspirazione di tutto ciò che è stato portato avanti mediante l’evoluzione, incarna nel sistema una delle vibrazioni cosmiche fondamentali e la nota chiave dell’entità Cosmica di cui siamo il corpo.

            La pulsazione del cuore del Logos (se mi è lecito esprimermi così inadeguatamente) è la fonte di tutta l’evoluzione ciclica, di qui l’importanza data a quell’aspetto dello sviluppo del “cuore o aspetto amore”, e l’interesse suscitato dallo studio del ritmo. Questo è vero non solo cosmicamente e macro cosmicamente, ma anche collegato al ritmo, alla vibrazione dei cicli e al battito del cuore, si trovano le loro corrispondenze soggettive – amore, sentimento, emozione, desiderio, armonia, sintesi e successione ordinata – e dietro a queste analogie sta la fonte di tutto, l’identità dell’Essere Supremo che in tal modo si esprime.

            Perciò lo studio del Pralaya, ossia del ritirarsi della vita dal veicolo eterico, sarà il medesimo sia per la vita sia se si ritira dal doppio eterico umano sia da quell’eterico planetario o dall’eterico del sistema solare. L’effetto è lo stesso, e le conseguenze sono simili.

 

 

 

 

 

 

 

 

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