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UNIONE MEDIANTE IDENTIFICAZIONE CON IL TUTTO

Carlo Setzu

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            Quando le forme/pensiero confluiscono bisogna ricorrere a neutralizzare le importune, le quali rimbalzeranno contro lo scudo, così le nostre correnti reattive saranno potenti e proteggeranno i fondamenti dell’insegnamento. Non occorre essere un gigante del pensiero per nuocere, anche un pensiero mediocre, avvelenato dall’imperil, è efficacissimo. È più nocivo il veleno mentale che quello dei narcotici, perché i pensieri possono trasmettere infezioni; si può essere indeboliti a tal punto che qualunque agente infettivo trova la porta aperta. Il pensiero è la “chiave” che la sotterra.

 

            Domande pertinenti da rivolgere a un discepolo: “Servi in qualche modo le tenebre?” “Sei schiavo del dubbio?” “Sei capace di tradire?” Sai mentire?” “Sei licenzioso?” “Sei pigro?” “Sei irritabile?” “Sei propenso all’incostanza?” “Sei negligente?” “Sai cos’è la devozione?” “Sei pronto a lavorare?” “Hai paura della luce?”.

 

            Quando parliamo della Gerarchia siamo consapevoli della battagli spaziale che chiama a scoprire le leggi superiori? Il principio gerarchico, coscientemente accettato, ci dà la stessa capacità di creare della Gerarchia. Ricordiamoci in primo luogo, che il cuore unisce al Mondo superiore; in secondo luogo ciò non ha bisogno di tempo e può essere eseguito durante qualsiasi attività. Ci si abitua facilmente a una particolare sensazione percepita nel cuore, senza paura di effetti nocivi. Il Maestro non stanca il cuore, al contrario, sono solo i pensieri ambientali che possono nuocergli.

 

Un giorno finalmente gli uomini si accorgeranno dell’importanza dei pensieri, se non altro per la loro salute cardiaca. È tempo di notare l’aumento delle malattie generate dai pensieri, è opportuno perciò rifiutare i pensieri negativi. È bene inoltre eseguire passi magnetici sugli organi alati; null’altro occorre per questo la preghiera del cuore, che crea un legame magnetico con l’Altissimo. Quando s’impongono le mani non si deve pensare alla malattia, ma cercare semplicemente di unirsi al Supremo.

 

Il discepolo deve prestare attenzione a una moltitudine di piccoli fenomeni, durante le solite occupazioni quotidiane, notando le varie sensazioni dell’organismo, perché il contatto riflette le manifestazioni cosmiche, queste devono essere osservate senza inutili timori.

 

La corrente più forte è quella che lega il Maestro al discepolo e costituisce una protezione eccellente. Alcuni dicono di voler camminare da soli e non sanno che significa la rete protettiva. Non accettare un Maestro lascia dunque il discepolo senza guida, e le azioni di uno spirito così disorientato non hanno alcuna virtù costruttiva. Qualsiasi impegno spirituale deve quindi sfociare nella ricerca di una guida. Il principio causale germina mirabilmente quando il discepolo capisce il valore della Gerarchia.

 

La coscienza identificata con il Maestro abbatte qualunque ostacolo e il dubbio non può albergare dove la coscienza è accesa e fiammante. Confidiamo il Lui, accettiamo dunque le sue difese, non perché ci offre un riparo sicuro, ma per unificare la coscienza.

 

Il discepolo deve sempre osservare un massimo di centralità; il potere del punto focale è così insostituibile che ciascuno a sua volta deve considerare la propria posizione come connessa al centro. Allora dal potere centrale partono tutti i raggi e le tenebre sono costrette a ritirarsi. La radianza emessa dal punto centrale a livello spirituale è del tutto invincibile! Perciò lo sforzo strenuo verso quel Fuoco conferisce immunità. La Gerarchia è tanto prodigiosa in quanto rappresenta quel potente Punto focale. Il Centro irradia perché miscela assieme le coscienze; il Centro è potente perché unifica i cuori di chiunque coadiuva.

 

 

 

 

 

 

 

 

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