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UNITÀ

 

VERSO UNA NUOVA TENSIONE

 

Carlo Setzu

 

Prima Parte di Due

 

            Unificazione significa essere consci di se stessi e degli altri come un tutto (spirito/anima/corpo). Mente e anima operanti come una unità per esprimere la volontà del Dio interiore. L’unione è l’atto di unificare; combinazione o armonia di accordo fra le parti. Mediante un processo ordinato di sviluppo dell’anima, si determina una unione cosciente fra il personale o inferiore e il Sé divino. Il dualismo è sostituito dall’unità. Unione della personalità, anima e spirito, in modo che funzioni come una cosa sola sul piano fisico. Unione con l’Anima di Gruppo, mediante il pensiero, la reciproca conoscenza e costante fusione d’amore.

 

L’unità è Unione, interezza. Conoscere Dio come Causa Eterna e Sorgente di tutto. Riconoscere il Tutto, diventare una cosa sola con Dio. La coscienza dell’anima individuale è la coscienza del Tutto. Separazione, divisioni e distinzioni scompaiono nella conoscenza e realizzazione dell’UNITÀ. L’unità di coscienza o identità o Sé è coscienza globale delle informazioni di un campo; senso unitario dell’intero campo. Coscienza dell’interconnessione e dell’unità delle informazioni di un campo, come il nodo centrale di una rete d’informazioni.

L’unità isolata è lo stato di coscienza in cui si vede il tutto come una cosa sola e ci si considera, non teoricamente, ma come realtà di fatto, identificati con esso. È un tutto che è “isolato nella coscienza dell’uomo, e non questi che si considera tale”. Il termine “isolato” si riferisce a quell’organismo completo e organizzato di cui l’uomo sente e riconosce di essere parte. Il termine “unità” esprime la sua relazione con il tutto. Sarà quindi chiaro che questo tutto è un qualcosa che si realizza progressivamente. Le grandi espansioni di coscienza chiamate iniziazioni sono state promosse temporaneamente per affrettare o forzare quel processo. La successione di quegli “isolamenti nell’unità” può iniziare con il gruppo del discepolo, il suo ambiente e la patria e, mediante il giusto uso della facoltà di comprendere, finire di metterlo in grado d’isolare l’intero schema o struttura vivente divina e di identificarsi con esso in modo efficiente e dinamico.

 

            La Via di Shamballa non si apre con l'educazione, né con l'esperienza, né con l'ingegno, ma con il Fuoco della conoscenza diretta dei collaboratori sensibili, che con la chiara visione hanno la capacità di usare tale conoscenza nella vita quotidiana. In un futuro non molto lontano persino le osservazioni scientifiche saranno indirizzate dalla conoscenza diretta, da parte di coloro che conosceranno lo yoga del Fuoco.

 

            L'uso del Fuoco non prevede una vita calma e quieta, perché il fuoco che distrugge è continuamente in movimento per creare. La Via del Fuoco ci darà tali rivelazione che l'uomo rimarrà stupito e finalmente ne capirà i segni.

 

Esca dal fuoco della personalità, ossia dai diciotto fuochi dei Signori lunari (sette stati fisici, sette stati emozionali e quattro stati mentali concreti) sono quelli della personalità di gruppo, compendio di tutte le personalità dei singoli componenti, tenendo presente però che essi sono iniziati e discepoli accettati; perciò quando i fuochi sono stati estinti, il potere magnetico di "attrazione" viene sostituito da uno stimolante potere irradiante subendo così l'effetto della vita dell'Ashram che provoca l'allentamento della vita della personalità, un "distacco" dalla vita dei tre mondi e un maggiore dominio dell'anima. La volontà della Monade comincia allora ad essere percepita, fondendo così amore e volontà, rendendo l'intelligenza feconda ed efficiente nella realizzazione dei progetti ashramici ed infine percependo anche il proposito del Logos, comprendendo chiaramente che il Tutto ha maggiore importanza vitale della parte (senso di universalità).

 

Per proteggersi e proteggere il gruppo dalle correnti del Fuoco e dagli esseri di fuoco, durante le invocazioni e la meditazione, bisogna chiudersi in un cerchio e usare l'energia del cuore che lo riconosce e può gradualmente assimilarlo.

 

Il contatto coi mondi sottili ci rende luminosi. La purificazione col fuoco anticipa la giustizia del destino e l'unione con la Gerarchia di luce. L'energia umana deve entrare in contatto con il Fuoco Cosmico per eliminare tutte le scorie della personalità e aprire così la via alle grandi illuminazioni.

 

            Sia la personalità del gruppo che l'amore dell'anima che fonde e unisce, devono essere presenti per permettere l'afflusso dirompente della Vita nel cuore del gioello e dominare incontrastata.

 

Il Maestro non può affidare al gruppo questa trasferenza finché non ci sia una certa volontà comune da acquisire uniti e spostare così la vita del gruppo sui livelli buddhici e farlo penetrare nell'Ashram. Per la trasferenza occorre che il gruppo passi lo stadio della tensione unita e del conseguimento di un punto focale d’intento progettato e concentrato tale che sia sempre orientato verso il compito immediato da svolgere e funzioni, dal punto di vista del proposito, come un solo individuo, mantenendo così in attività vibratoria elevata tutto il processo di trasferenza; ciò stabilisce "il silenzio del luogo segreto" così la qualità si manifesta quale potere di lavorare come una gerarchia in miniatura.

             

            Tanto sul  piano fisico cosmico che su quello solare, il piano di buddhi è sempre il piano dell’UNIONE, o il terreno d’incontro delle differenze, e del loro unificarsi, non in una unità fondamentale, ma in un gruppo. Questo è dovuto al fatto che il piano buddhico è preminentemente il piano maggiormente interessato all’evoluzione dell’Uomo Celeste, quindi ciò che è detto relativamente al quarto etere cosmico, trovando la corrispondenza sul piano buddhico. Per esempio, il posto del violetto nello spettro ha un’importanza primaria relativamente ai cicli maggiori, e segna la fine di un ciclo e il principio di un altro.

 

            Il piano buddhico è un campo di energia/coscienza unitaria formato da singole unità individuali che si fondono in un’unica grande coscienza di livello evolutivo superiore, o, in altri termini, un campo di informazione ad altissima sintropia e sinergia, costituito da un elevato numero di unità di coscienza fortemente coerenti e sincroniche tra loro; è un’unità di coscienza complessa, e quindi rappresenta la “fase di transizione” tra due livelli evolutivi, ossia il periodo iniziale dove si realizza il massimo potenziale, l’unione di una moltitudine di unità di coscienza di livello inferiore in una macro-unità di coscienza superiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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