Conferenza 6

La tolleranza

La tolleranza è la prima espressione della comprensione buddhica.
Dobbiamo fare ricorso a tutta la nostra tolleranza e magnanimità per non restare schiacciati sotto il peso di ogni sorta di rifiuti come l’invidia, i dubbi, la critica malevola, il rifiuto, il disprezzo, etc.
Quante volte si sente affermare con orgoglio che l’unico insegnamento corretto è quello che si conosce! E’ bene ricordare a quei vanitosi la grandezza
dell’infinito, i milioni di anni vissuti sulla terra, i miliardi di mondi, affinchè pensino alla vastità del vero.
È importante per un discepolo mettere l’accento sulla qualità della tolleranza che porta nel regno della mente e del cuore, degli atteggiamenti e dei
valori. Bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica e dare un’enorme spinta all’educazione su questa importante qualità, promuovendo la solidarietà
intellettuale e morale del genere umano che è sempre più interdipendente.
La tolleranza, come spesso è stato fatto notare è necessaria proprio dove è estremamente difficile da raggiungere. La tolleranza non è da confondere con l’indifferenza. Dove non abbiamo un forte attaccamento per qualcosa, non abbiamo neppure una grande necessità di tollerare. La tolleranza presuppone l’esistenza di valori o opinioni contrapposte. Implica la tensione tra l’impegno sul proprio punto di vista e l’accettazione di quello dell’altro.
Con il coinvolgimento degli scambi intellettuali, la cooperazione allo sviluppo o la conservazione dell’eredità culturale e sociale, nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione contribuiscono alla promozione della tolleranza e a quella “solidarietà
intellettuale e morale del genere umano” sulla quale la pace deve essere fondata se non vogliamo che fallisca.
Cos’è la tolleranza? La tolleranza non è una concessione; è la conoscenza dell’altro, il rispetto reciproco raggiunto attraverso la comprensione reciproca.
Gettiamo via i vecchi miti e guardiamo ai risultati della ricerca attuale! 
L’uomo per natura non è violento. L’intolleranza non si trova “nei nostri geni”.
Le fonti dell’intolleranza sono la paura e l’ignoranza, e i loro modelli possono essere impressi nella psiche umana sin dall’infanzia. Ci sono molte persone nel mondo pronte a insegnarci a odiare. Ci sono persino dei movimenti politici opportunisti che si nutrono di odio, che seminano e raccolgono odio per i propri fini. Ogni volta che odi ti manipolano. Esamina i tuoi manipolatori. Cerca la verità nascosta nella menzogna del pregiudizio.
Il futuro appartiene a chi lo creerà di nuovo. Continuare coi nostri vecchi modi a proiettare il passato nel futuro, significa rivivere gli incubi del XX°
secolo. La tolleranza a livello governativo richiede leggi giuste e imparziali, ed altrettanto dicasi per il mantenimento della legge e le procedure giudiziarie.
Richiede l’impegno di ogni persona in opportunità economiche e sociali attuabili. L’esclusione genera frustrazione, ostilità e fanatismo. Una cultura
della tolleranza comprende i diritti umani, la prevenzione di conflitti, amministrazione delle crisi, i valori democratici e infine, la sicurezza nazionale.
Non c’è bisogno di dirvi che l’intolleranza, quando viene incoraggiata e sfruttata, può portare a un violento auto annientamento di un intero stato o
regione. Può dividere le persone e spingerle a dei crimini incredibili. Accettare la diversità significa accettare la realtà. La lotta per un’uniformità illusoria è una lotta fino alla morte. Perché nessuna ecatombe potrà mai cancellare le diversità fra gli uomini. Sembriamo diversi, parliamo in modo diverso, e pensiamo e sognano un’infinità di meraviglie. Questa varietà infinita è la gloria della nostra specie. Per mezzo di questo sconfiggiamo il tempo e la morte.
Possiamo essere ambasciatori della tolleranza offrendola agli altri membri della nostra famiglia, della nostra comunità o dei luoghi di lavoro. Solo il rispetto di sé e la valorizzazione di ogni individuo, può servire come base per una solidarietà giusta. Quando riconosceremo e considereremo il potenziale che ha ogni persona di ricevere e dare amore, potremo capire che le nostre differenze vengono superate dalla nostra comune matrice spirituale. Quando esamineremo attentamente l’eredità culturale e religiosa dell’umanità, potremo scoprire che le nostre grandi fedi, invece che dividerci ci uniscono. Quando guarderemo al nostro pianeta, delicato e abbondante, potremo renderci conto che siamo tutti sulla stessa barca. Dobbiamo scegliere se farla affondare o lasciarla navigare.
Il Cuore, la Compassione e l’Amore Nella storia del genere umano deve venire il tempo in cui un così gran numero dì persone si saranno risvegliate agli sbocchi ed ai valori spirituali più sottili, da rendere eternamente impossibili, su vasta scala, i vecchi atteggiamenti e le attività Superate.
La meta del nuovo ordine mondiale è certamente che ogni nazione, grande o piccola che sia (con giusti e proporzìonati diritti dati alle minoranze)
possa sviluppare la propria cultura individuale ed attuare la propria salvezza:, ma che tutte dovrebbero sviluppare la comprensione del fatto che sono parti organiche di un tutto e contribuire coscientemente e altruisticamente a questo tutto. Questa comprensione è già presente nel cuore di numerosissimi uomini in tutto il mondo: essa comporta grande responsabilità. Se sviluppata con intelligenza e trattata con saggezza. condurrà a retti rapporti umani, alla stabilità economica, basati sullo spirito di ripartizione su un nuovo orientamento da uomo a uomo, da nazione a nazione e da tutti a quel potere supremo cui diamo il nome di Dio.
Tradotte in termini nazionali, queste prime prese di coscienza tolgono conflitto e competizione dalle molte sfaccettature della società. Finché ogni
gruppo combatte per se stesso e per il proprio interesse, non potranno esserci “armonia sociale”, tranquillità, sicurezza o unità, libertà e benessere.
Il valore umano fondamentale necessario oggi, quale base per una migliore vita della società in cui viviamo, è l’uso semplice e pratico dell’energia
di Buona Volontà.
La Buona Volontà è un atteggiamento mentale inclusivo e di cooperazione: è “amore in azione’’ fonde cuore e mente in una condizione di
intelligenza saggia e creatrice, incoraggia giustizia e integrità nelle persone influenti ed ai posti di comando. E’ veramente la pietra miliare di una società che risponde ai valori della nuova era. Sosteniamo con il pensiero e con l’azione coloro che operano con buona volontà nell’interesse del benessere generale.
La reale funzione del cuore umano è un occulto e scientifico processo che, oltre a far circolare i fluidi vitali nel corpo fisico per preservarne l’integrità, è
anche un generatore di un certo tipo di essenza intelligente che è il fattore positivo nella vita delle cellule. Perciò il cuore va visto come un anello di
congiunzione tra l’Anima e la personalità . Esso è il ricevitore ed il distributore dell’energia dell’Anima: il cuore con i suoi impulsi agisce nel mondo della
sostanza, forma l’attività volitiva dell’lo cosciente orientata verso una meta che diviene istintiva nell’ambito dei processi del ricambio.
L’alternarsi fra simpatia ed antipatia, fra il piacere e il disprezzo, fra l’allegria e la tristezza, viene portato fisiologicamente dai processi ritmici nel
nostro organismo. L’lo prende contatto col ritmo del sangue e si manifesta col canto, col pianto, con la dilatazione dei vasi sanguigni nel caso di rossore, di ira, di paura, di gioia. Il cuore che batte di gioia o che quasi si arresta per un forte dispiacere o paura, se da una parte apre le sue porte con un sollievo o con un generoso gesto di simpatia alla corrente sanguigna che gli convoglia le esperienze di tutti gli organi, da un’altra parte vi si contrappone, arrivando a fermarla con un contenuto gesto.
Il cuore è il centro di vita così come il cervello è il centro di coscienza.
Infatti uno dei due capi del filo d’argento, quello che proviene dalla Monade , è ancorato al centro del cuore al quale porta il flusso di vitalità, mentre l’altro capo è fissato al centro della testa, in prossimità della ghiandola pineale, e vi si convoglia l’energia dell’Anima, formando la coscienza .
L’energia vitale proveniente dalla Monade, viene riversata dal centro del Cuore nel sangue e nella rete eterica che compenetra ogni parte del corpo tisico. 
Così ogni corpuscolo di sangue diventa veicolo della luce dell’Anima che, fusa con la luce magnetica del corpo eterico , stimola gli atomi del corpo fisico affìnchè diventino Puntini irradianti luce (processo di Trasfigurazione ). Come il sangue viene ossigenato dalla respirazione polmonare, così la vita
dell’uomo viene ad essere permeata dall’energia spirituale, pertanto il cuore ed il sangue sono i simboli exoterici della vita.
Altra importante funzione del cuore è quella di venire in contatto con le vibrazioni del cosmo. Ne citiamo alcune: vibrazioni solari e zodiacali, influssi
planetari, sentimenti suscitati dal contatto coi vari regni di natura, sensibilità al contatto con l’ anima.
Tutto questo ci porta a considerare il cuore come: – un ponte che ci collega con i mondi lontani e ci permette di accogliere nei raggio vitale della sua onda vibratile le sensazioni e le percezioni più elevate, agendo come un focalìzzatore ed un polo magnetico che ci collega con l’umanità tutta; – la sede degli affetti e della devozione che sono la chiave del processo della vita dello spirito e la sublimazione di ideali elevati; – l’organo permeato di  conoscenza diretta che si manifesta come risultato di una disciplina spirituale, e ciò perché noi siamo passati più volte attraverso la disciplina del cuore ed abbiamo, nelle precedenti incarnazioni, meditato sull’infinito.
Un utile insegnamento sul cuore lo troviamo in Luce sul sentiero: ” Considera con somma attenzione soprattutto il tuo cuore perché attraverso di
esso viene l’unica luce che può illuminare la vita e renderla chiara agli occhi tuoi. Studia il cuore degli uomini, affinchè tu possa conoscere che cos’è quel mondo nel quale vivi e di cui fai parte.
Considera la vita che ti circonda costantemente mutevole, perché essa è formata dai cuori degli uomini e, come tu impari ad intendere la loro costituzione o il loro significato, sarai capace di leggere, grado a grado, le più ampie parole di vita. Prima che l’anima possa stare in presenza dei Maestri , i suoi piedi devono essere lavati nel sangue del cuore”.
Qui la parola cuore significa la natura emotiva collegata con gli istinti della mente interiore e animale i quali, nei bassi stadi del nostro sviluppo, sembrano fare così strettamente parte di noi che, nel liberarcene, sentiamo quasi lacerarci il cuore. Solo quando i piedi spirituali (elementi inferiori) sui quali poggia l’anima vengono così lavati nel sangue del cuore, l’occhio comincerà a vedere le verità spirituali, l’orecchio ad udirle, la lingua a poterne parlare.
Gli antichi iniziavano il loro insegnamento ponendo le mani sul cuore, dopo di che l’istruttore chiedeva: “lo senti?”, – “lo sento”, rispondeva l’allievo.
L’istruttore: “questo è il battito della Porta del grande Cuore. Se non fai attenzione al battito del tuo cuore, allora il battito del grande Cuore ti
stordirà”. Con queste parole il comando era dato, il sentiero verso l’infinito era tracciato attraverso la conoscenza di se stesso. Negli Annali Persiani si legge che il Saggio della Montagna diceva:” Egli la sera depose il suo pensiero sul cuore ed al mattino pronunciò la sua decisione”.
Il connubio della mente e del cuore porta alla realizzazione di un amore che vuole e di una volontà che ama, ossia: illuminare l’amore con la luce
dell’intelligenza, riscaldare la mente col fuoco dell’amore. 
I doni del cuore.
Il cuore ha tanti doni per noi, ma i più caratteristici sono quelli della innocuità, semplicità, serenità, compassione, saggezza, benedizione, amore e
Tolleranza: 
1. L’innocuità è il contributo più benefico che possiamo dare alla vita. Essa è basata sulla comprensione e sull’amore intelligente, sul retto pensiero
espresso con retta parola. Si manifesta mediante azione retta perché scaturisce da un cuore sintonizzato coi cuori degli altri e vede non sola la
parte ma anche il tutto, vede l’Uno. Un cenno per coltivare l’innocuità è riportato in alcuni precetti del sentiero spirituale: “entra nel cuore del tuo
fratello e vedi la sua sofferenza; entra nella mente del tuo fratello e leggi i suoi pensieri; fonditi con l’anima del tuo fratello e conoscilo quale egli è; tuo
è il lavoro di parlare con comprensione; impara così a parlare e a pensare.
2. La semplicità è una qualità da conseguire mediate la percezione della mente congiunta al discernimento del cuore che intuitivamente riconosce il
vero dal falso. Occorre far spazio in noi alle cose meritevoli ed elevarci verso i principi semplici e grandi che sono reali e duraturi.
3. La compassione. I tre stati del sentimento sono: la compassione, antitesi della passione che è avida ed egoista; la tenerezza, antitesi dell’egotismo,
sempre rigido e chiuso in sé; l’imparzialità, antitesi della bramosia e del desiderio. La compassione solleva dai desideri egoistici e fa partecipi della
sofferenza altrui; armonizza la nostra vibrazione alle necessità del prossimo e si condivide allora ciò che alberga nei loro cuori. La tenerezza esprime la
compassione amorevole: le nostre attività non sono più egocentriche ma volte all’esterno e ispirate dal vivo desiderio di servire e aiutare. Questo
sentimento è talvolta chiamato “misericordia” e contrassegna tutti coloro che soccorrono l’umanità. Implica aiuto positivo, intento altruistico, saggio
discernimento e attività amorevole. Non è mossa da desiderio di ricompensa e di riconoscimento. L’imparzialità distacca dai risultati karmici dell’attività in favore altrui. La compassione è la capacità di identificarsi impersonalmente con gli altri in tutte le condizioni esterne. Il discepolo deve
cercare di isolarsi nelle varie circostanze della vita ( per un proposito altruistico) da un contatto troppo stretto con coloro che soffrono. Aiutarli
amandoli ma non identificandosi con loro. Parlo di un isolamento emotivo e non di un rifiuto ad incontrare o ad avere contatto con l’umanità sofferente sul piano fisico; di un atteggiamento assunto e mantenuto dall’anima e dalla mente nei confronti del corpo astrale , atteggiamento che consente di esprimere quella divina indifferenza verso il sentimento e la sofferenza personali, quale risultato di quella compassione che caratterizza i salvatori dell’umanità. La compassione ha per nota fondamentale la comprensione e la simpatia. Leggiamo in la Voce del Silenzio: “La compassione è la Legge delle leggi, l’eterna armonia: La luce dell’immortale diritto, la legge dell’amore eterno”.
4. La Saggezza. Saggezza e amore sono frequentemente appaiate quali facce di un’unica qualità. L’energia dell’anima che sgorga dal cuore e quella della saggezza, che si irradia dalla mente, attuano il perfetto equilibrio della compassione e della ragione pura: Da ciò la necessità di unire i nostri cuori
con i cuori di tutti, poiché è il cuore che riunifica tutta la vita mediante l’energia dell’amore che può trasformare il mondo.
5. La serenità si manifesta in questo mondo ma dev’essere acquisita in quello superiore poiché, per possederla ed esprimerla, dobbiamo conoscere
qualcosa del Regno dell’Anima. La serenità genera in noi luce e noi, nei nostri pensieri, dobbiamo invocare la luce per irradiarla sul mondo.
“serenità” è la parola fine di tutti gli insegnamenti.
6. La benedizione è un trasferimento di energia: Essa apre la via all’afflusso della divina Benevolenza: La fonte della benedizione è l’anima che si serve
del nostro cuore come canale d’irradiazione. Il cuore pensa, il cuore afferma, il cuore unifica, il cuore sarà il primo a discernere molto prima che
il giudizio del cervello osi rifletterlo. La purezza di cuore è il bene più essenziale. Saggezza, coraggio, sacrificio di sé non trovano posto in un cuore
oscurato. Nulla può affinare il cuore quanto un dare spirituale. Il vero dare è dello Spirito: che ogni cuore elargisca fiumi di doni spirituali, grande è il
servizio di un tale cuore sulla bilancia del mondo. Fra i fuochi del cuore, il più vivido è la fiamma del sacrificio di sé. Se tale è il nostro cuore,
cerchiamo d’imparare a sentirlo non soltanto come cosa propria, ma come universale. Lanciamo a tutti coloro che già sentono in mille guise il battito
dell’universo che, dal palpito di una stella al vibrare dei petali di un fiore, manifesta la sua infinita potenza di vita; diciamo loro d’irradiare in un’onda
d’amore la loro ricchezza spirituale affinché anche i meno sensibili ne siano permeati e possano un giorno volgere i loro passi verso la Divina Sorgente.
7. L’Amore. L’amore è l’energia che deve raggiungere i cuori degli uomini e fecondare l’umanità con la qualità della compassione amorevole che è ciò che esprime quando amore e intelligenza si incontrano. Bisogna sentire il vero amore scorrere in noi, con la ferma intenzione di esprimere amore a tutti
coloro con cui si entra in contatto. Liberando il presso solare dalla forza emotiva indesiderabile, il vero amore prenderà il posto dell’emozione e la
compassione sostituirà la pietà, prendendo posto dell’apprensione per la sofferenza. Dove l’amore esiste non c’è alcun pericolo di asprezza, crudeltà
incomprensione e scappatoie di fronte ai fatti o nocumento alcuno. Non c’è amore quando gli ideali ai quali normalmente si è aggrappati alimentano
l’orgoglio, conducono all’ostinazione e generano una superiorità separativa; essi producono atteggiamenti poco pratici e attività negative. Colui che
possiede quindi questi ideali, spesso serve solamente in un campo limitato, condizionato dal suo lavoro scelto e colorato dal proprio idealismo. Esclude
il tutto e pensa in termini del passato. L’accento posto sui propri ideali impedisce la comprensione ed egli è talmente preoccupato di difenderli
(spesso anche con se stesso) e tanto condizionato da essi , che i più importanti problemi umani sfuggono alla sua attenzione. Col passare del
tempo avviene una cristallizzazione. Una “barriera di cristallo” si crea tra la personalità e l’anima: l’anima è visibile ma la sua influenza è isolata. Solo
una cosa impedirà che questo avvenga e cioè la comprensione amorevole e il conseguente sacrificio per l’umanità. Il maggior bene per il maggiore
numero di persone diviene il tema centrale della sua vita e tutto l’uomo vi si subordina.
L’Amore è la causa di tutta la creazione ed il fattore che sostiene tutto ciò che vive. 
Spesso non occorre dire sempre cose cortesi o piacevoli, ma bisogna dire le cose spiacevoli con amore inalterabile. Amore non vuol dire confortare 
superficialmente l’oggetto dell’amore, l’amore è saggezza lungirmirante che cerca di mantenere vive nell’oggetto amato quelle sottigliezze che garantiranno un sicuro progresso. L’Amore quindi vigila, stimola e protegge. Non è una questione personale, è una protezione positiva e non conduce ad un atteggiamento negativo di sentirsi amato da chi riceve amore e protezione.
L’Amore è la forza dominante dell’Anima; con essa e per essa questa si pone in rapporto con tutte le anime e mediante il corpo emotivo può
comunicare con tutte le anime subumane.
La mente separa, l’Amore attrae. La mente erige barriere, l’Amore le travolge. La mente con una vibrazione forte e potente respinge ed allontana,
l’Amore invece trae a sé, raccoglie e fonde parti separate in un tutto compatto e omogeneo, l’Amore lenisce e risana perché il suo calore è simile a quello di ciò che tocca e unisce la sua fiamma a quella delle altre vite che evolvono. La mente disgrega e distrugge mentre l’Amore aggrega e guarisce.
Il vero Amore scorge con perfetta saggezza le mancanze insite in ogni forma e volge ogni sforzo ad aiutare la vita retrostante a liberarsi da ciò che
l’impaccia. Riconosce saggiamente coloro che hanno bisogno d’aiuto e coloro che non hanno bisogno di cure.
Però, troppo si è insistito su ciò che si chiama Amore e poco sulla Saggezza la quale è Amore esprimentesi in servizio.
L’Amore non è sentimento, né emozione, né desiderio o movente egoistico di retta condotta quotidiana. L’Amore è la forza che guida i mondi e li conduce all’integrazione, all’unità, all’inclusività, costringendo la Divinità stessa all’azione. E’ difficile da coltivare, è difficile da applicare alle condizioni di vita attività egoistiche personali.
L’Amore rappresenta la comprensione e l’atteggiamento inclusivi; non critici ma magnetici che (nel lavoro in comune) mantengono l’integrità del
gruppo, ne alimentano il ritmo e non permettono che avvenimenti secondari o atteggiamenti personali ne turbino l’azione. L’Amore è l’incentivo
dell’aspirazione sul sentiero, la sostanza dell’esistenza del mondo, la luce di libertà per tutte le creature, la coscienza di Dio, e pulsa nell’universo con ritmo divino.
Quando manca l’Amore è perché l’uomo si vede isolato e non identificato col prossimo, che invece lo irrita; critica i fratelli perché si sente superiore
oppure li osserva e pensa: qui hanno torto ed io ho ragione, qui non comprendono ed io si; io li conosco ma loro non mi conoscono; devo avere
pazienza con loro”, etc. Questo atteggiamento è una forma di egocentrismo. La vera via dell’Amore sta nel riflettere e meditare profondamente sul significato, sull’intento, sull’origine, sulle qualità, mete ed obiettivi dell’Amore espressi dall’Anima. Quando la persona si identifica con se stesso ed è focalizzato nella personalità non c’è vero amore.
In seno al gruppo l’azione perseguita in comune deve esplicarsi amando tutti gli esseri e comprendendone il significato. La potenza dell’amore tra
individui e gruppi aumenta vigilando con cura i pensieri reciproci, sopprimendo i sospetti, le critiche e sostenendosi a vicenda.
Il discepolo deve elevare nella Luce i propri compagni e vedere tutto il gruppo come un’unità, tenuto insieme dall’amore, dalla comprensione
reciproca, dalla visione collettiva e dal servizio prestato in comune.
La massima forza liberatrice della vita è l’Amore. Quando ci si consacra all’anima l’amore scorre e fluisce attraverso il Se interiore inondando coloro
che hanno bisogno d’amore. L’uomo coraggioso, saggio ed amorevole può fare qualsiasi cosa e gli effetti saranno innocui e benefici.
Una semplice regola potrebbe essere questa: pensiamoci scambievolmente con amore. Tutti hanno bisogno d’amore e comprensione più che di verità
occulte enunciate con esattezza per quanto mirabili. Bisogna dimostrare agli altri che siamo “nell’essere spirituale” ed accostarci dolcemente a chi ci è
vicino; si avvicineranno se saremo capaci di mostrare amorevole pazienza.
Irradiamo più luce nel mondo con amore e molti verranno a noi come verso “un faro nella notte oscura”. Amiamoci più di quanto sia possibile, sicchè molti, agghiacciati e tremanti per le circostanze della vita e per l’orrore dell’esistenza umana, si volgeranno a noi per ricevere conforto e calore.
Occorrono oggi discepoli capaci di vedere gli uomini nella loro realtà e tuttavia capaci di amarli e servirli ugualmente. Coloro i cui cuori sono sensibili all’utilità del servizio e al ruolo che una mente individuale può svolgere a favore dell’umanità, che irradiano amore, ma la cui testa sa comunque valutare gli individui quali essi sono al loro particolare livello evolutivo, saranno dei salvatori!

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