INSEGNAMENTI 20
INTRODUZIONE
PARTE ventesima
Agni Yoga
Custodite l’Insegnamento come una perla.
Come la gioia del giorno e l’amore dell’ascesa.
Levate alto il Libro del Patto.
Levate alto l’Insegnamento come una spada pronta alla difesa.
Può la negligenza strisciare attorno al Patto della vita?
Con che altro potremo trasformare l’esistenza?
Per dove altrimenti potremo trasformare e accedere
al reame dello spirito che vive in noi?
Contiamo i giorni vissuti male, e restiamone atterriti.
Contiamo le ore non consacrate all’Insegnamento, e piangiamo.
Si darebbe l’ora dell’Insegnamento per una borsa d’oro?
Come accontentarsi della veste dell’ignoranza,
dopo aver visto una tunica di bellezza ornata di fiori.
Come passare i giorni nel solito modo,
se la via è seminata di tesori?
Dobbiamo assuefarci alle manifestazioni insolite.
Senza nutrimento, lo spirito non vede
quante porte gli sono aperte.
Per la legge che regola gli scambi delle sostanze,
è necessario creare una corrente di dare e ricevere.
Non crediate che quanto è stato letto una volta,
già riposi nella coscienza .
Non è bravo giardiniere chi scende in giardino una volta sola.
Bisogna capire i segni, ma per farlo
bisogna impadronirsene.
Il nostro libro è vicino, e mirabile è la venerazione
che trasforma la vita.
È nostro augurio che abbiate rispetto per l’Insegnamento.
Agni Yoga.
parte ventesima
Raja Yoga
La Tecnica della Disidentificazione
L’identificazione col corpo fisico è una delle condizioni più limitanti ed è la causa della paura , perchè ci s’identifica con uno stato emotivo, usando la frase “io sono”, ogni qualvolta ci sentiamo trascinati da una qualsiasi forte emozione.. L’identificazione con la propria mente, ci rende prigionieri delle nostre idee, ideologie e pensieri. Per ottenere la disidentificazione bisogna seguire questo processo: per prima cosa dobbiamo riconoscere qual è il nostro annebbiamento più limitante e fastidioso, poi vederlo come una forza che ci trascina, ma estraneo a noi stessi; questo ci permette di riconoscerlo all’insorgenza e di tenerlo a “distanza”, guardandolo con distacco.
L’altro modo d’agire, consiste nel non guardare mai indietro al passato, ogni giorno bisogna essere nuovi, prendere dal passato soltanto le esperienze, le indicazioni necessarie per evitare i pericoli, ma evitare di prendere le strutture mentali, per non trovarci a pensare la stessa cosa accadutaci magari molti anni prima. Considerando però che è impossibile eliminare ogni processo di identificazione, identifichiamoci pure, però facciamolo nei confronti di qualcosa di più elevato, qualcosa di migliore, perché possiamo solo cambiare il soggetto ma l’identificazione continua comunque, perchè questo è un processo che avrà luogo fintanto che esisterà l’universo.
D’altro canto se disidentificazione significa risveglio, vuol assicurare che stiamo dormendo e, per risvegliarci, dobbiamo addossarci le nostre responsabilità e diventare strumenti della Divinità, affinché ritrovi la sua consapevolezza manifestandosi attraverso di noi. Questo significa che non esistiamo come infividui , perchè è soltanto un fatto psicologico, e che, sebbene le nostre forme siano apparse su questo pianeta, esse sono soltanto dei sogni di un dio profondamente addormentato. Pertanto per liberarci del processo di identificazione l’unica cosa da fare è risvegliarci dal sonno.
Fin dalla notte dei tempi vi è soltanto un Dio che ad un certo momento diventa un “palcoscenico psicologico”. Per risvegliarci cerchiamo di essere un sogno che svanisce, in questo modo possiamo “lasciare” la nostra personalità più velocemente senza che comporti gioie o sofferenze.
Per eliminare il processo d’identificazione facciamoci una bella risata nei confronti di noi stessi e delle nostre limitazioni, perchè se riusciamo a ridere di noi, eliminiamo l’egocentrismo , che non è altro che l’espressione di una coscienza addormentata, se vogliamo uscire dal processo d’identificazione dobbiamo accettare completamente i fatti che la vita ci propone e prenderla per quello che è, e trovare in ogni difficoltà del “cibo” per il nostro spirito, la possibilità di avanzare ancora un poco e il superamento di un ostacolo o impedimento, così cominceremo ad essere meno identificati.
La Tecnica delle Giuste proporzioni
Una giusta prospettiva delle cose ci dà un ampliamento della nostra visione in termini d’ampiezza, lunghezza, altezza e interezza, cioè a ”tutto campo”. La visione ampia è collegata al senso dell’immensità dello spazio, la visione lunga al concetto del tempo, la visione alta indica i vari livelli di consapevolezza spirituale e le realizzazioni dei grandi Maestri e per indicare stati più sottili che possono essere percepiti o intuiti.