introduzione parte tredicesima
Agni Yoga
Il contatto col Maestro in meditazione
permette al discepolo di ricordare
certe frasi dette da Lui, e riattiverà
il ricordo del lavoro che gli è stato suggerito
di compiere o di ammonimenti
che gli sono stati rivolti.
Questo è uno dei metodi che indicano
all’allievo che sta per riuscire,
mediate l’abilità acquisita in meditazione,
di entrare in contatto con il Maestro.
“Conseguimento di una certa misura
di coscienza causale ”.
Ciò è indizio che l’allievo ha sviluppato
(forse in minima misura, eppure in modo
definitamente realizzato) la capacità
di penetrare alquanto nel mondo dei Maestri.
La facoltà del pensiero astratto
e della contemplazione , l’abilità di trascendere
le limitazioni di tempo e spazio,
sono poteri del corpo egoico o animico,
e poiché tutti i gruppo egoici sono
– come anzi detto-
sotto il controllo di uno dei Maestri,
lo sviluppo della coscienza egoica
(quando sia riconosciuta in modo consapevole)
è indice di contatto e di accesso.
parte tredicesima
Raja Yoga
Alcune domande pertinenti
Quali sono gli obiettivi della meditazione?
Il proposito della meditazione è il contatto con l’anima e, alla fine, l’unione con l’anima; l’intero scopo della meditazione è di mettere l’uomo in grado di divenire nella manifestazione esterna ciò che è nella realtà interiore. Attraverso la pratica della meditazione egli è in grado di identificarsi con l’aspetto anima e non soltanto con le caratteristiche della personalità .
Mediante la meditazione si sviluppano i poteri dell’anima. Ogni corpo o veicolo per mezzo del quale l’anima si esprime (sui livelli mentale, emotivo e fisico) porta latenti in sé certi poteri innati, ma l’anima, che ne è la sorgente, li possiede nella loro forma più pura e sublime.
I poteri dell’anima si sviluppano in modo normale e naturale. Ciò avviene non perché si desideri svilupparli coscientemente, ma perché, quando il Dio interiore assume il controllo e domina i Suoi corpi, i Suoi poteri si manifestano sul piano fisico e le facoltà latenti si manifestano come realtà conosciute.
Gli assunti della meditazione sono elevatissimi e corroborati dalla testimonianza dei mistici e degli iniziati di ogni tempo. Il fatto che altri siano riusciti può darci coraggio e suscitare il nostro interesse, ma nient’altro, fino a che noi stessi non ci metteremo decisamente all’opera; poiché questo processo per lo sviluppo della coscienza raziocinante deve essere auto-iniziato e auto-applicato.
Ciò implica lo sviluppo della mente come senso di sintesi, o senso comune, e ne dispone l’impiego in relazione al mondo dell’esistenza terrena, delle emozioni e del pensiero . Implica inoltre di orientarla a volontà verso il mondo dell’anima e la propria facoltà di agire da intermediaria fra l’anima e il cervello fisico.
Il primo scopo si raggiunge e si determina con metodi adatti di educazione e di preparazione exoterici ; il secondo è reso possibile dalla meditazione, forma superiore del processo educativo.
(Dall’intelletto all’intuizione, pag. 83-87 ed. inglese).