Saggi 2

SERVIZIO AL PIANO DIPARTIMENTO GERARCHICO DELL’EDUCAZIONE - Parte seconda

Educare un essere umano significa aiutarlo a crescere, ad evolvere costruendo un orientamento fondato su valori etici, quali il rispetto, la tolleranza, l’affidabilità, la sincerità, la gentilezza, la trasparenza, la calma, la cooperazione, la comprensione.
 
Se vogliamo educare le persone dobbiamo equipaggiarci, e perciò l’educatore deve:
• Imparare a gestire i rapporti.
• Conoscere il mondo in cui viviamo.
• Ricevere informazioni su tutto quello che il genere umano ha pensato, fatto, scritto, scoperto.
• Prepararsi per una professione.
• Conoscere i problemi collettivi sociali, politici economici sapendo in quali modi si cerca di risolverli per cooperare nel trovare soluzioni nuove sempre più efficaci e sviluppare il senso di responsabilità.
• Riconoscere la necessità di procedere nel cammino educativo di noi stessi per tutta la vita.
 
I media sono estremamente importanti per l’educazione, perché sono una tremenda forza per il bene o per il male, intendendo per male tutto ciò che frena l’evoluzione. Purtroppo i mezzi di comunicazione, per ottenere consensi, forniscono materia sensazionale, la quale è difficilmente buona da un punto di vista educativo. Tendono, cioè, a colpire emotivamente suscitando emozioni, creando così assuefazione..
 
Ogni ambito educativo – famiglia, scuola, media – sono all’interno di un processo di trasformazione nel quale prioritario e fondamentale mantenere ben chiaro nelle nostre coscienze l’obiettivo educativo che vogliamo raggiungere: diventare esseri umani sempre più etici, e con pazienza e costanza cercare gli strumenti per realizzarlo, sapendo che la legge di evoluzione spinge ognuno di noi verso il progresso ed è la nostra grande alleata.
 
       Gli insegnamenti dei Saggi, anche se si presentano apparentemente distinti, provengono da una Sola Fonte di luce.  Per poter pensare ci vuole il sapere e per rafforzare la coscienza è necessaria la conoscenza.
       “L’insegnamento non si vende; questa è una legge antichissima. Esso mira alla perfezione, altrimenti non avrebbe futuro. Non cura l’agio personale, altrimenti sarebbe egoismo. Intende abbellire la vita, altrimenti sarebbe nella bruttezza. L’insegnamento è sempre abnegazione, poiché sa cos’è il bene comune. Esso venera la sapienza, altrimenti sarebbe tenebra. Non si manifesta con cerimonie stravaganti, ma si regge sull’esperienza”. (Agni Yoga, 404)
 
       Esso dev’essere dispensato, quando giunge il momento, con pensiero incessante ed esatto, secondo le capacità di chi ascolta e senza intimorirlo, ricordando che ciò che si deve temere non è l’avversione ma il plauso.
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