saggio IL DISCEPOLATO NELLA NUOVA ERA - I SEI STADI DEL DISCEPOLATO
Primo stadio: PICCOLO DISCEPOLATO
Il primo segno (per il maestro) si manifesta, quando “la luce si accende” e attira l’attenzione, perché:
- L’uomo improvvisamente si pone in contatto con l’anima e la luce nella testa viene immediatamente intensificata.
- L’agitazione karmica aumenta notevolmente e — a prescindere dal karma individuale, egli per la prima volta lo condivide coscientemente e si addossa una parte del karma del gruppo: questa duplice impresa stabilisce un vero vortice di forza nell’aura del gruppo, ciò attrae l’attenzione gerarchica.
- L’anima è in profonda meditazione per la maggior parte del ciclo delle sue vite e, solo quando l’integrazione della personalità è rilevante, l’attenzione dell’anima, finora impegnata dalla sua meditazione e dal lavoro sul suo piano è richiamata dalla sua ombra; il gruppo egoico n’è influenzato e il maestro (sullo stesso raggio dell’anima) diventa consapevole: “un anima guarda in basso”.
- A poco a poco si costruisce l’antahkarana e la ”luce maggiore e quella minore” sono in cosciente rapporto. Col tempo appare nel gruppo egoico la “luce che collega” o il “ponte di luce”. “Il sentiero del giusto è come una luce che splende sempre più fino al giorno “sii con noi”.
Il commentario dice:
“IL PUNTO DI LUCE SPLENDE. AUMENTA E DIMINUISCE. IL PUNTO DIVIENE
NE UNA LINEA PERCHÈ SI FORMA UN VORTICE DAL CUI CENTRO EMANA
UNA VOCE CHIARA E INVOCANTE. COLUI CHE OPERA SILENTE, SOLO E
SENZA TIMORE GUARDA IN BASSO, CAPTA LA LUCE, RIFLETTE IL TURBINE E ODE LA VOCE. DAL SILENZIOSO CENTRO DI POTERE RISUONA LA
PAROLA “SII TRANQUILLO. SII SILENZIOSO. CONOSCI CHE IO SONO
DIO. IL LAVORO NECESSARIO COMINCIA”. I
Tra il grande Essere ed il piccolo, la comunione è stabilita; inizia la collaborazione. La mente assume il suo posto. Il sentiero è tracciato.
Oggi molti sono discepoli accettati al terzo stadio e hanno perciò subito tre esperienze:
- Il piccolo discepolato, stadio elementare, probatorio e agitato.
- Lo stadio di “chela nella luce”(ne parleremo più tardi).
- La prima iniziazione precede sempre lo stadio del discepolato accettato. Nessun maestro accetta nell’ashram un discepolo in cui non sia ancora nato il Cristo.
Tra l’individualità isolata” e “l’unità isolata” sta una fase cui si dà il nome di “identità isolata”. È quella che ci riguarda, con le sue implicazioni.
“Unità isolata” è lo stato del maestro. “Individualità isolata” è quella del discepolo. “Identità isolata” con l’anima è quella del discepolo fino alla terza iniziazione compresa:
- L’UNITÀ ISOLATA. È il Compimento della coscienza ariana.
- L’IDENTITÀ’ ISOLATA. È la corrispondenza superiore della coscienza atlantidea.
- L’UNITÀ’ ISOLATA. È collegata al piano mentale, è governata dal quinto Raggio, della conoscenza concreta, ed è un riflesso della volontà – di – conoscere.
- L’IDENTITÀ’ ISOLATA. È collegata al piano astrale ed al sesto Raggio, della devozione o sensibilità all’ideale, ed è un riflesso distorto ed instabile della volontà di amare.
- L’INDIVIDUALITÀ’ ISOLATA. È connessa al piano fisico. È controllata dal terzo Raggio dell’intelligenza attiva, ed è un riflesso deformato ed instabile della volontà di essere.
Sul piano buddhico, dell’iniziazione divina, queste tre espressioni e i loro prototipi superiori si armonizzano e l’espansione delle tre iniziazioni (seconda, terza e quarta) assorbe, fonde e amalgama il discepolo e l’anima (e quindi l’umanità e la Gerarchia), e prepara un contatto superiore tra l’uomo e la Monade. L’anima è la creatrice del riflesso e dell’ombra, quando ciò avviene, é eliminata, perché quel livello di consapevolezza ha servito al suo scopo. Il corpo causale si frantuma, e nulla permane all’infuori della forma pienamente consapevole dello Spirito.
L’umanità si cura del presente. La Gerarchia opera e progetto per il futuro. Shamballa contempla l’eterno presente e la vita dinamica che ha creato il passato, controlla il presente (il centro dell’illusione) e guarda al futuro.