Saggi – IL DISCEPOLATO NELLA NUOVA ERA 8

saggio IL DISCEPOLATO NELLA NUOVA ERA - I SEI STADI DEL DISCEPOLATO

Stadio Sesto: IL CHELA ENTRO IL CUORE DEL MAESTRO

   Il discepolo è costantemente in contatto con il maestro, viene preparato per una prossima iniziazione o, se questa è già superata, gli viene assegnato un lavoro speciale.

   Entro il cuore del maestro non significa un rapporto d’affetto. Cuore significa la vita stessa che pulsa eterna nel cuore dell’universo. Entro quella vita, l’iniziato ora sta coscientemente, e si realizza non solo come recipiente della vita, ma anche come distributore di vita.

In questo stadio, e dopo una certa iniziazione maggiore, si stabilisce una linea diretta  d’energia o di vita — percepita, riconosciuta, attiva e utilizzata — tra il discepolo consapevole e:

  • Il suo centro del cuore.
  • Il centro del cuore nella testa.
  • Il loto egoico e il centro del cuore della Vita monadica. Fino alla quarta iniziazione.
  • Il Maestro al centro del suo gruppo.
  1. Il Cristo, centro del cuore della Gerarchia.
  2. La vita della Monade che comincia ad essere percepita alla terza iniziazione.
  3. Il Signore della Vita, centro del cuore di Shamballa.

Altrove ho detto dei discepoli del mondo che sono “Vicini al cuore del maestro”. Non è la stessa cosa che essere “nel cuore del maestro”. La prima frase si riferisce al maestro dello stesso raggio del discepolo; l’altra al Cristo, sintesi entro la Gerarchia di tutti i raggi. Il mondo offre oggi a tutti i disce­poli, l’opportunità di divenire discepoli del mondo, vicini al cuore del maestro, e di attraversare rapidamente i primi stadi del discepolato. Ai discepoli del mondo è offerta l’opportunità di iniziare l’approccio al cuore della Gerarchia, al Cristo. Ê la prima di queste possibilità che vi riguarda, poiché — nell’avvicinarvi al vostro gruppo – potete incominciare a ottenere quell’ad­destramento che svilupperà in voi utilità per il mondo. Siete già vecchi per giungere a tanto? Sta a voi deciderlo. L’Anima non ha età, e può usare il suo strumento, quando esso si rende idoneo e valido. Siete troppo attaccati a voi stessi per raggiungere il distacco necessario per il servizio al mondo? Sta a voi scoprirlo e dimostrarlo a voi stessi. A questo punto sono state offerte molte opportunità e insegnamenti. Il frutto in devozione e servizio dovrebbero essere eccezionale, e frutto del gruppo. Io vi chiedo se è cosi? Siete troppo depressi (sinonimo d’egoismo) e troppo sensibili per servire l’umanità in modo più ampio e generoso? Ciò può essere superato, se voi lo volete abbastanza. Avete una costante consapevolez­za di gruppo? O invece una costante consapevolezza di voi stessi che si frappone regolarmente tra voi e i vostri condiscepoli? Sta a voi scoprirlo. Avete una profonda umiltà — fondata sulla compren­sione del Piano e della gloria della meta— o si tratta piuttosto di un senso d’auto deprezzamento, cosa che scambiate per umiltà  spirituale? Avete bisogno d’interpretare l’umiltà, e tutti i termini che usate, alla luce della visione esoterica e spirituale. Sapete farlo?

Al principio ho fatto ai discepoli che si riuniscono, in questo ciclo, per appello della Gerarchia. Considerando la varietà d’uomini che rispondono all’appello, molti lo fanno inconsciamente, per simpatia, perché qualcosa in essi vi si sintonizza, o perché  sensibili a certe influenze vibratorie:

1-.   Quelli che realmente amano i “umanità e che, anche senza nulla conoscere di’esoterismo, desiderano fare il possibile per soccorrerla. Inconsapevolmente, possono essere impiegati dalla Gerarchia per un buon lavoro, efficace e altruistico. Di solito sono più costruttivi dei discepoli impegnati o accettati, poiché inconsapevoli del loro stato spirituale, delle  responsabilità  nell’ashram e della loro importanza individuale.

  1. Psichici sparsi ovunque e d’ogni genere, che reagiscono a quelli che sul piano astrale captano l’impressione superiore, o ricevono telepaticamente qualche aspetto dell’idea proiettata. In tali casi sorgono sempre illusione, distorsione e fraintendimento. Ciò è causa di molto turbamento, ma è una forza della quale chi guida e istruisce 1‘umanità deve tener conto. Essa in­fluenza le moltitudini meno intelligenti e dà loro un’idea gene­rica, anche se distorta, del Piano; ma tende ad allontanare l’intellettuale e a complicare l’opera del discepolo sul sentiero. I discepoli sul sentiero della prova, che rispondono all‘impres­sione in maniera più pronta e chiara del gruppo su citato, abitualmente la ricevono trasmessa dalla visione e dall’insegna­mento di un discepolo anziano. Essi, nel servizio al Piano, frequentemente nuocciono con la loro ignoranza, l’accentramento su se stessi e il fraintendimento dell’insegnamento ricevuto. Si accostano alla verità e all’istruttore in modo troppo personale.
  1. Discepoli accettati che ricevono l’idea dei Piani del maestro in modo assai più completo, ma che spesso non gli eseguono, come dovrebbero, nella vita quotidiana e nel servizio, perché troppo preoccupati dei loro propri problemi di discepoli, della costru­zione del proprio carattere, del loro stato nell’ashram e dell’in­teresse che il maestro può avere per essi. Se dimenticassero se stessi, le loro difficoltà e le interpretazioni individuali, e soltanto amassero i condiscepoli e il prossimo, se semplicemente obbedissero sino al punto della crocifissione all‘ordine di servizio, attraverserebbero assai più rapidamente i vari stadi del discepolato.
  1. Discepoli vicini al cuore del maestro, discepoli del mondo che sono coscientemente nell’aura del maestro, e conos­cono il piano, che è il Piano della Gerarchia come unità, sebbene ne sia soltanto uno degli aspetti, abitualmente operano con suc­cesso largamente dovuto alla costante coscienza di gruppo e alla profonda umiltà, nonché , naturalmente, all’intelletto ben svilup­pato e al corpo astrale ben disciplinato.
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