Saggi – SAGGIO SULLA COSCIENZA 6

saggio sulla coscienza - parte SESTA

Il desiderio

          Il desiderio manifesta l’energia, la concentrazione, le impellenti caratteristiche della volontà, ma la materia ha usurpato lo spirito, il suo governo, la sua direzione invece vi domina.. Il desiderio è la volontà detronizzata, prigioniera, schiava della materia. Non è più spontanea ma viene determinata dalle attrazioni dell’ambiente.

          Quando il Sé determina l’attività, indipendentemente da attrazioni e repulsioni verso oggetti circostanti, allora è la volontà che si manifesta. Quando attrazioni o repulsioni esterne determinano l’attività e l’uomo è attirato qua e là da queste, sordo alla voce de Sé, incosciente del Sovrano Interno, allora è desiderio.

          I desideri inferiori debbono tramutarsi in superiori e l’energia purificarsi senza perdere nulla del suo potere; e finalmente la natura del desiderio deve svanire nella volontà, radunando tutte le energie e riversandolo nell’aspetto volontà dello spirito, Potere di Sé.

          In questo viaggio non è possibile un naufragio finale, ma soltanto un’avaria momentanea, e, poiché la tempesta è più propizia per il progresso che non la calma, così coloro in cui infuria la tempesta possono attendere con sicura convinzione il giorno in cui le raffiche dei desideri si trasformeranno nel vento costante della volontà.

          Quando sorge il dolore v’è desiderio di sottrarvisi, sorge il senso di repulsione, opposto a quello di attrazione prodotto dal piacere. Da ciò risulta che nel desiderio vi sono due correnti. Dalla volontà di vivere sorge il desiderio di sperimentare, e questa, nel veicolo inferiore, manifestandosi come desiderio, diventa da un lato desiderio di esperienze che intensificano il senso della vitae dall’altro una repulsione per tutto ciò che indebolisce e deprime. Tanto l’attrazione quanto la repulsione appartengono alla natura del desiderio e sono le due grandi energie motrici della vita. Il Sé viene attirato qua e là respinto da quello e da questo, lanciato fra oggetti piacevoli e dolorosi, come un battello senza timone e in balia delle correnti d’aria e del mare.

 

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