Saggi – SAGGIO SULLA COSCIENZA 7

saggio sulla coscienza - parte SETTIMA

La mente inferiore si collega direttamente col desiderio ed è inestricabilmente commista a quello nell’evoluzione umana che essi sono in verità, così strettamente uniti, che spesso parliamo di kama-manas, desiderio-mente, come di una cosa sola tanto è raro trovare nella coscienza inferiore anche un solo pensiero che non sia influenzato dal desiderio. “A ragione si afferma che manas è duplice; puro e impuro; l’impuro è determinato dal desiderio e il puro è libero dal desiderio”.

          Quando un piacere è stato provato ed è svanito sorge il desiderio di riprovarlo. Ciò implica memoria che è una funzione della mente. La sensazione generata da un contatto esterno dev’essere stata prodotta molte volte prima che la mente la ricolleghi all’oggetto esterno che la generò. Col ripetersi di questa percezione si stabilirà nella memoria un legame definitivo tra l’oggetto e la sensazione piacevole o dolorosa. Così, l’unione del pensiero col desiderio da origine ad un desiderio particolare, il desiderio di trovare e di appropriarsi l’oggetto piacevole.

          Il potere propulsivo del desiderio genera il pensiero; il potere direttivo di questo guida l’azione (desiderio- pensiero-azione). Questa concatenazione è invariabile. Non si può determinare intenzionalmente il karma, senza capire questa concatenazione, poiché, solo in tal modo, si può distinguere fra le azioni evitabili e quelle inevitabili.

          Per mezzo del pensiero possiamo modificare il desiderio e con questo l’azione. Quando la mente vede che certi desideri hanno fatto nascere dei pensieri, i quali hanno spinto verso azioni apportatrici di dolore, essa può in avvenire resistere a tali stimoli del desiderio rifiutandosi di compiere quelle azioni che già riconosce per disastrose, risvegliando l’energia repulsiva del desiderio ed immaginare le felici conseguenze di desideri di natura opposta. L’attività creatrice del pensiero può venire esercitata nel modificare il desiderio e la sua energia propulsiva può venir rivolta in una migliore direzione; si può quindi utilizzare il pensiero e padroneggiare il desiderio e si può da schiavo trasformarlo in padrone. Il pensiero così inizia la trasmutazione del desiderio in volontà, modificando la direzione dell’energia espansiva dall’esterno all’interno, dagli oggetti esterni che attraggono e respingono allo Spirito intimo Signore.

 

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