Agni Yoga
Il Loto interiore può essere visto aperto o chiuso.
Quando è necessaria l’aura protettiva viola intenso,
si nota che i suoi petali si contraggono
e si ricoprono dei precipitati dei vasi sanguigni.
Allora lo Yogi esperto comprende
che è imminente un grave pericolo.
Come in natura i fiori si voltano nettamente al sole
assai prima che appaiano le nubi,
o si chiudono prontamente al crepuscolo,
così il Loto di Fuoco sente l’approccio
delle tempeste cosmiche.
E’ con l’esercizio dello Yoga che si osserva
una reazione simile anche nel Loto esteriore –
così si chiama il moto rotatorio di Kundalini,
che interessa i centri maggiori
e compone come un fiore di difesa esterno.
Questa tensione particolare è di solito preceduta
dall’apparire di quelle frecce di cui si è detto.
Questo secondo Loto è anche chiamato armatura.
Quando si forma è segno per Noi non solo di pericolo,
ma anche di un certo livello di conseguimento yoga.
Raja Yoga
Il termini di energia, e non di principi o di corpi, per allineare la Saggezza Antica con la verità e le conclusioni scientifiche abbiamo dunque:
L’Anima.
L’energia di buddhi. La forza dell’amore divino raziocinante. L’intuizione. E’ parte del fiore dei energia attrattiva, e si focalizza nei “petali d’amore del loto egoico” . Si riflette nella coscienza senziente, astrale, emotiva. della personalità.
L’energia di Aatma. La forza della volontà dicina. l’incarnazione del proposito divino. Si focalizza nei “petali del sacrificio del loto egoico”. Il suo riflesso di trovatella natura mentale della personalità.
I discepoli lavorano ad integrare la personalità con l’anima, ossia alla sintesi delle prime cinque energie ( l’energia della mente, del sentire, della vita, della materia densa e di buddhi) , mentre riconoscono in modo cosciente i petali dell’amore del loto, e l’intuizione lentamente si ridesta. Questi petali, forme simboliche per esprimere l’energia, hanno una duplice attività: attirano verso l’alto le energie planetarie e proiettano in basso quelle della Triade spirituale, espressione della Monade.
Gli iniziati stanno per pervenire alla coscienza della sesta energia, quella di atma, l’aspetto volontà dello Spirito. Ciò li induce a collaborare con il Piano e, tramite i petali del sacrificio, a estrinsecare il loro servizio. Questa è sempre la meta dei membri iniziati della Gerarchia. Essi comprendono, esprimono e lavorano al Piano divino.
Dopo la terza iniziazione, il discepolo comincia ad operare con lo Spirito e a comprendere il significato, e la sua coscienza passa per gradi dalla sfera dell’Anima alla Monade, proprio come quella della personalità si trasferì dalla consapevolezza inferiore a quella dell’anima.