FIORE DI LOTO 11

Introduzione
Parte uncicesima

Agni Yoga

Una semplice dichiarazione di conoscenza
elimina ogni contraddizione.
Senza rispetto per il sapere
non si può pensare.
Il maestro consiglia di prenderlo per base
se si vuole rafforzare la coscienza .
Fate notare che esso può aprire la via
all’unico insegnamento.
Possibile che l’umanità non comprenda
che il sapere emana da una sola fonte?
La linea che lo separa dall’ignoranza
è lo stesso confine fra luce e tenebra.
Noi siamo sempre pronti a sostituire
il Torah agli Inni vedici,
e a mescolare i precetti del Buddha
con le parole del Cristo,
Poiché non facciamo distinzione
fra insegnamenti che vengono
da una stessa Fonte.


Parte undicesima

Raja Yoga

Il piano astrale , quindi anche il corpo astrale dell’uomo, è descritto innanzi tutto, come il piano delle forze duali. La prima cosa di cui un aspirante diviene cosciente è appunto la dualità. L’uomo poco evoluto è cosciente della sintesi , ma è la sintesi della propria natura materiale. L’uomo spiritualmente elevato è anch’esso cosciente della sintesi, ma è quella avvenuta nella sua anima , la cui coscienza è quella dell’unità. Ma fra di essi si trova l’infelice aspirante, conscio soprattutto della dualità, e continuamente spinto e respinto dall’uno e dall’altro polo. Il suo primo passo ha lo scopo di farlo consapevole dell’esistenza delle paia degli opposti e della necessità di scegliere fra di essi. La luce , che ha scoperto in sé, lo rende conscio delle tenebre. Il bene che lo attrae lo mette in guardia contro il male che è per lui la linea di minor resistenza. Per mezzo dell’attività del dolore , egli può visualizzazione e farsi consapevole del piacere; Cielo e Terra divengono per lui delle realtà
L’attrazione che esercita su di lui la vita dell’anima, gli fa sentire per contrasto l’attrazione della materia e della forma, ed è costretto a riconoscere l’azione che l’una e l’altra esercitano. Egli si riconosce come sospeso fra “le due grandi forze”, ma una volta che il fatto del dualismo sia compreso, albeggia lentamente ma sicuramente in lui anche la comprensione che il fattore decisivo nel conflitto è il suo divino volere, in contrasto alla sua volontà egoistica. Così le forze dualistiche compiono la parte che loro spetta, fino a tanto che non siano viste come due grandi correnti di energia divina, che attirano in due direzioni opposte, ed egli diviene consapevole dei due sentieri. Uno lo respinge continuamente verso la desolata landa della rinascita, l’altro lo conduce per l’aura porta che immette nel regno delle anime liberate. L’uno è dunque involutivo, e lo immerge sempre più profondamente entro la materia; l’altro lo conduce a superare la propria natura corporea, e con il tempo lo rende cosciente del proprio corpo spirituale, col quale può funzionare nel regno dell’anima. Il vero allievo comprenderà poi che uno dei sentieri è quello della “mano sinistra”, l’altro è quello della “mano destra” (il primo porta alla loggia nera, il secondo alla loggia bianca).

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