FIORE DI LOTO 21

Introduzione
Parte ventunesima

Il Loto egoico , dei sette centri , a liberazione
totale e perfetta, mantiene la posizione di un
loto capovolto (vedasi schema n. 5),
ossia con lo stelo (antahkarana ) verso l’alto,
verso il “settimo cielo”, a collegare l’iniziato
con Shamballa , primo massimo centro planetario.

Tutti gli altri, all’inizio, sono rovesciati, chiusi,
con  i petali rivolti alla base della spina dorsale.
Durante l’evoluzione gradualmente s’aprono,
e quindi si volgono in alto, verso il “sommo dell’asta”.

 Questa è una cognizione che ha valore per voi,
solo in quanto presenta una verità, un quadro più completo,
e dà allo studente un’idea simbolica di ciò che è
essenzialmente un agente distributore
dell’energia della Volontà  Divina.

Trattato dei sette raggi (Volume quarto)

Parte ventunesima

Il corpo egoico dev’essere considerato come un centro di forza, una ruota d’ener¬gia o un loto, e descriverlo come un loto a nove petali che celano tre petali interni; questi a loro volta racchiudono la vita centrale o « gioiello nel loto ». Col procedere dell’evoluzione questi tre cerchi di tre petali ciascuno s’aprono progressiva¬mente, producendo un effetto simultaneo sull’uno o sull’altro dei tre petali centrali.
I tre cerchi sono chiamati rispettivamen¬te petali del sacrificio, dell’amore, della conoscenza. All’inizia¬zione, la Verga viene applicata ai petali in modo scientifico e regolata a seconda del raggio e delle inclinazioni. Ciò produce l’apertura del boccio centrale, (la rivelazione del gioiello), che è tolto dallo scrigno che lo ha tanto a lungo custodito, e trasferito alla « corona », espressione occulta per significare il ritorno alla Monade .
Dobbiamo riconoscere che quanto è stato detto, non è che un tentativo di descrivere, col limitato mezzo delle parole, il metodo ed i riti con i quali alla fine si consegue la liberazione spirituale in questo ciclo; prima col metodo dello sviluppo evolutivo o graduale e poi, negli stadi finali, con l’uso della Verga, d’iniziazione , quando è conseguita l’iniziazione, i centri sono tutti attivi ed i quattro inferiori, (corrispondenti alla personalità ) iniziano il trasferimento del fuoco nei tre superiori. La duplice rotazione dei centri inferiori è chiaramente visibile, e i tre superiori danno segno d’attività. L’applicazione della verga d’iniziazione durante la cerimonia produce determinati effetti sui centri, che possiamo così elencare:
Il fuoco alla base della spina vertebrale è sicuramente diretto al centro che è oggetto di particolare attenzione. Questo varia a seconda del raggio o della specifica attività dell’iniziato.
L’attività del centro s’intensifica, la velocità del suo mo¬vimento rotatorio aumenta, ed alcuni dei raggi centrali della ruota acquistano maggiore radiosità. Questi raggi della ruota, o petali del loto, hanno stretto rapporto con le varie spirille degli atomi permanenti , e la stimolazione agisce quindi anche su una o più delle corrispondenti spirille degli atomi permanenti dei tre piani inferiori. Dopo la terza iniziazione avviene una stimolazione corrispondente negli atomi permanenti della Triade spirituale , conducendo al coordinamento del veicolo buddhico e al trasferimento della polarizzazione inferiore in quella supe¬riore.
Con l’applicazione della Verga d’iniziazione, l’afflusso di forza dall’Ego alla personalità, è triplicata e la sua direzione dipende dai centri che vengono stimolati, quelli eterici o a¬strali alla prima e seconda iniziazione, oppure i centri mentali o i corrispondenti vortici di forza su livelli superiori se l’iniziato sta dinanzi al Signore del mondo . Quando, alla prima e alla seconda iniziazione, officia l’Istruttore del mondo , l’energia della Triade spirituale è diretta a vivificare i centri del cuore e della gola quali sintetizzatori dei centri inferiori. Quando l’Unico Iniziatore applica la Verga del suo potere, L’energia fluisce dalla Monade, e sebbene gola e cuore intensifichino la vibrazione, in risposta, l’energia ‘viene principalmente diretta ai sette centri della testa, ed infine (alla liberazione) al radioso centro sopra la testa, che sintetizza i sette centri minori del capo.

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