Insegnamenti 17

INSEGNAMENTI 17

INTRODUZIONE
PARTE diciassettesima

Agni Yoga

Quando si adita la Nuova Era  del Fuoco ,
significa che bisogna padroneggiare quest’elemento.
Parlando con rigore, è necessario assimilare
nella propria coscienza  la vitalità del fuoco.
per farlo bisogna esercitarsi a ricevere i pensieri nella coscienza.
Si può mai presumere di applicare l’insegnamento alla vita,
se neppure i pensieri prendono nuovo impulso?
Dove tutto resta com’era, non cercate germogli  nuovi.
dove il vecchio seguita a resistere, il Nuovo Fuoco divamperà,
ma la vita non ne avrà le nuove benedizioni.
Non considerate quel che dico del Fuoco come simboli astratti.
Parlo del Fuoco, che esiste veramente.
Non è per la prima volta che questo pianeta lo sperimenta.
Ad ogni cambiamento di razza,
 il Fuoco viene come corrente che purifica.
L’umanità  serba il ricordo della devastazione provocata
dalla fusione del Fuoco spaziale con il suo precipitato sotterraneo.
Perché ripetere la distruzione d’atlantide ,
se si può evocare l’aspetto benefico di quell’elemento?
Ma per accostarsi al Fuoco senza paura è necessario
imparare a pensarci e assimilarlo nella coscienza.
Se si proiettassero su uno schermo
le emanazioni del corpo umano, vedreste con grande chiarezza
quanto è orribile la duplicità, allorché la faccia si atteggia
a benevolenza mentre il pensiero arrota il coltello.
Accogliete l’insegnamento con semplicità: che pervada la vostra vita. Il Fuoco può essere una gran benedizione. 

Agni Yoga

parte diciassettesima

Raja Yoga

Il sonno

        Il Maetro  ci consiglia quanto segue: “Imparate, quando vi disponete al sonno, a ritirare la coscienza entro la testa. Si dovrebbe fare ogni sera, come preciso esercizio.  Non ci si dovrebbe permettere di cadere senza coscienza nel sonno, ma tentare di preservarla intatta fino a passare consapevolmente nel mondo astrale . Dovreste mirare a distendervi, a concentrare l’attenzione e assiduamente ritrarvi nella testa, poiché, sin quando non si ha continua consapevolezza di tutti i processi che inducono il sonno e nello stesso tempo mantenersi positi­vi, l’esercizio può essere pericoloso. I primi passi devono essere cauti, e praticati per molti anni, prima di acquisire la capacità di astrarsi agevolmente”.

L’uomo può funzionare liberamente ed utilmente durante il sonno, ma spesso ciò non succede; neanche un minimo ricordo del lavoro astrale compiuto.  Le persone sviluppate ed evolute possono costruire un legame eterico fra la vita fisica e l’astrale, ed ottenere così la continuità di coscienza . Con la concentrazione , il controllo ed il dominio mentale, l’uomo può portare la memoria al cervello fisico e ricordare i suoi sogni: vivi, razionali, precisi ed anche istruttivi. Tecnicamente parlando bisogna destare i due centri  della testa, che a loro volta desteranno gli altri cinque, avere un cervello ricettivo per registrare la coscienza astrale e sviluppare il corpo pituitario – allora i sogni saranno precisi e coerenti.

Un’altra tecnica consiste nel trasportare la coscienza da un sottopiano  atomico all’altro, e non seguire i pensieri che invece discendono attraverso i sottopiani inferiori. È importante che l’ultimo pensiero, prima di addormentarsi, sia nobile, elevato ed altruistico, perchè da ciò dipenderà, in gran parte, la natura dei sogni.

La continuità di coscienza

       L’ostacolo maggiore alla continuità di coscienza è dato dall’insensibilità della mente  e del cervello  al contatto superiore, alla mancanza di sensibilità telepatica e intuitiva alla vibrazione  della Gerarchia  e all’incapacità di trascendere il psichismo interiore.

La continuità di coscienza rivela molti aspetti del Piano , con i quali si può “produrre nell’umanità una sintesi soggettiva e mutui scambi telepatici tali da annientare il tempo”, in modo che l’uomo sia padrone del proprio strumento, e quindi onnipresente e poi onniscente .

I discepoli  devono essere coscienti per tutte le 24 ore del giorno e della notte, quindi anche durante il sonno, di tutti gli eventi, o almeno di diverse attività contemporaneamente.

Per ottenere la continuità di coscienza è indispensabile avere la sensi­bilità telepatica e intuitiva verso i pensieri degli uomini, verso quelli dei disincarnati e verso gli Esseri spirituali, attenuando così il velo tra il visibile e l’invisibile. Questo inoltre elimina la paura della morte , perchè vissuta con consapevolezza.

Un altro requisito per acquisire la continuità di coscienza è la capacità di comportarsi come l’Osservatore , che permette il distacco dalla forma per meglio usarla, secondo i disegni gerarchici, a vantaggio dell’umanità.  La continuità di coscienza lega insieme il piano fisico l’astrale formando un solo mondo, ciò avverrà se l’uomo unifica i suoi vari aspetti, impara a  focalizzarsi  nella testa, concentrarsi, meditare  e vivere come un ”Re, assiso sul trono fra le sopraciglia” .

Torna in alto