Invocazione 7

introduzione
parte settima

Agni yoga

Ma cosa instilla l’indomita gioia dello Spirito
se non la realizzazione del Mondo dello spirito?
Ecco qualcosa da coltivare come un fiore prezioso.
Il Loto d’argento (vds. schema n. 3) splende.
Segno che si aprono le porte del futuro.
La causalità è il motore dell’Universo.
Sarebbe incongruo attendersi che il Loto
della benevolenza fiorisse per un atto di male.
Una concezione, se è falsa, avvelena elementi inattivi.
Ma l’elemento infuriato intensifica il ritmo del Cosmos
Il firmamento terrestre ha gran bisogno
che si sanino le sue crepe.

Con l’uso dell’insegnamento
si è prestato aiuto molte volte,
ma i tesori inestimabili dello Spirito
sono andati dispersi in frantumi nello spazio.
Ma lo spazio accumula e raccoglie
tutte le cose preziose
che gli uomini scartano.
Nulla si perde nello spazio e la riserva è protetta.
Quando lo avrete capito, scintille di conoscenza
vi sveleranno tutti i misteri dell’Esistenza.
Il mondo di chi crede che tutto si estingua
con la propria fine non ha il minimo barlume.

parte settima

Raja Yoga

Il significato profondo della Grande Invocazione.
 
La Grande Invocazione, se largamente diffusa, potrà essere per la futura Religione mondiale ciò che furono e ancora sono il Padre Nostro per la cristianità ed il ventitreesimo salmo per gli Ebrei di tendenza spirituale.
 
Vi sono tre modi di penetrare nel significato di questa Invocazione:
1. Quello del pubblico in generale.
2. Quello degli esoterista, cioè degli aspiranti e dei discepoli.
3. Quello dei membri della Gerarchia spirituale del pianeta.
 
Il grande pubblico la considererà come una preghiera a Dio trascendente; non Lo riconoscerà ancora come immanente nella sua creazione le moltitudini l’emetteranno sulle ali della speranza, speranza di Luce, amore e pace, cui anelano. La considereranno anche come una preghiera per l’illuminazione di tutti gli uomini eminenti e dirigenti in tutti i gruppi che si occupano degli affari del mondo; per un flusso di amore e di comprensione fra gli uomini sì che possano vivere in pace l’uno con l’altro; come una richiesta perché si attui la volontà di Dio, volontà di cui nulla possono conoscere e che sembra loro così inscrutabile  e onnipervadente che la loro normale reazione debba essere la pazienza e la propensione ad astenersi dal domandare; come una preghiera per rafforzare la responsabilità umana perché si possano eliminare i mali riconosciuti che oggi turbano l’umanità e perché qualche vaga sorgente di male sia resa innocua; e infine come una preghiera per restaurare una altrettanto vaga condizione primordiale di felicità piena, e far sparire dalla terra il dolore e le pene. Tutto ciò è bene per le masse, ed è immediatamente possibile.
 
Gli esoteristi, gli aspiranti e le persone di tendenza spirituale ne avranno una comprensione più profonda; per essi significherà il riconoscimento del mondo delle cause e di Coloro che stanno soggettivamente dietro le scene del mondo, pronti a rendere forti gli uomini di vera visione, pronti a indicare non solo la ragione degli avvenimenti nei vari settori del vivere umano, ma anche a rivelare ciò che metterà l’umanità in grado di avanzare, fuori dalle tenebre, nella luce. Con questo atteggiamento basilare, sarà evidente la necessità di una diffusa espressione di queste realtà sottostanti, e maturerà un’epoca di espansione spirituale, predisposta dai discepoli e attuata dagli esoteristi. Epoca che ha avuto inizio nel 1875 quando fu proclamato il fatto dell’esistenza dei Maestri di Saggezza; fu proseguita, nonostante presentazioni erronee, attacchi concettuali e di disprezzo. Non sono mancati il riconoscimento della natura sostanziale delle prove disponibili e la reazione intuitiva degli studiosi di occultismo e di numerosi intellettuali.
 
Si sta per riconoscere un nuovo tipo di mistico che differisce da quello del passato per il suo interesse pratico per le vicende correnti del mondo, e non solo per le questioni religiose e di chiesa. Egli si distingue per la mancanza di interesse per il proprio sviluppo personale, per la sua capacità di scorgere Dio immanente in tutte le fedi e non solo nella sua particolare religione, ed anche per la capacità di vivere nella luce della Presenza divina. Tutti i mistici lo hanno sempre fatto in misura più o meno grande, ma il mistico moderno differisce da quello del passato in quanto è in grado di indicare chiaramente agli altri la tecnica del Sentiero; egli unisce testa e cuore, intelligenza e sentimento, e a questi aggiunge una percezione intuitiva finora mancante. Ora la via del mistico è illuminata dalla chiara luce della Triade spirituale, e non soltanto da quella dell’anima.
 
In entrambi i gruppi — il pubblico in genere e gli aspiranti e i discepoli — vi sono alcuni che emergono dalla media generale perché dotati di più profonda penetrazione mentale e comprensione; essi sono nella « terra di nessuno », agendo in un caso come intermediari tra le moltitudini e gli esoteristi, nell’altro tra questi e i membri della Gerarchia. Non dimenticate che anch’Essi usano la Grande Invocazione, e che non passa giorno senza che il Cristo stesso la pronunci.
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