Meditazione 3

introduzione parte terza

Agni Yoga

Finché l’uomo è polarizzato in senso
puramente fisico o puramente emotivo, non
sente alcun bisogna di meditare.
Anche quando il corpo mentale è attivo
nessun impulso sorge finché l’uomo
non sia passato attraverso molti cambiamenti
e molte vite; abbia gustato il calice del dolore
e della gioia in molte incarnazioni ;
abbia scandagliato la profondità dell’esistenza
solo per il sè inferiore , e l’abbia trovata insoddisfacente.
Allora comincia a rivolgere il pensiero
ad altre cose, ad aspirare a ciò che è ignoto,
a realizzare e sentire entro di sé le paia
degli opposti, e toccare nella sua coscienza
possibilità ed ideali fino ad allora insperati.
E’ pervenuto al successo, alla popolarità,
ed è molto dotato, ma non sa che farsene;
l’anelito interiore persiste sempre
finché il dolore è così insostenibile
che il desiderio di espandersi ed estendersi,
di accertarsi di qualcosa e di qualcuno che
stanno oltre, la ragione di ogni ostacolo.
L’uomo prende a volgersi verso l’interno
e a creare la sorgente da cui è emanato.
Allora comincia a meditare, a ponderare,
a intensificare la sua vibrazione
finché con il passare del tempo
raccoglie i frutti del suo meditare.

parte terza

Raja Yoga

Ci sono numerose tecniche meditative che possono essere suddivise in due tipi: meditazione stabilizzante e meditazione analitica.
Meditazione stabilizzante.
In generale, questo tipo di meditazione viene usato per sviluppare la capacità di concentrarsi su un unico punto che è un prerequisito per poter ottenere qualsiasi
realizzazione duratura nella pratica. Lo scopo è di concentrarsi, senza interruzione, su un oggetto: il respiro, la natura della propria mente, un concetto, un’immagine visualizzata.
La concentrazione ininterrotta è l’esatto contrario del nostro abituale stato mentale. Un’introspezione di alcuni minuti vi permetterà di rendervi conto che la
vostra mente è molto dispersiva e che vaga da una cosa all’altra: dal pensiero di qualcosa che farete più tardi ad un suono all’esterno, ad un amico, a qualcosa che è successo prima, ad una sensazione fisica, ad una tazza di caffé. Non abbiamo mai bisogno di dire alla mente “Pensa”! oppure “Senti”! E’ sempre impegnata in qualcosa, si muove sempre a grande velocità con una energia sua propria.
Con una mente così dispersiva e incontrollata, ci sono poche probabilità di successo in qualunque cosa facciamo, sia che si tratti di ricordare un numero telefonico, di cucinare un pasto o dirigere un’impresa. E certamente senza concentrazione è impossibile avere successo nella meditazione. 
La concentrazione meditativa non è una cosa facile, ma è essenziale per riuscire a controllare la mente. Sebbene lo sviluppo dell’effettiva concentrazione su un punto sia l’occupazione dei meditatori a tempo pieno, non abbiamo bisogno di ritirarci sulle montagne per sperimentare i benefici di questo tipo di meditazione: anche nella nostra vita quotidiana, in città, possiamo sviluppare una buona concentrazione, facendo regolarmente dieci o quindici minuti al giorno di meditazione concentrativa stabilizzante, mantenendo la mente concentrata su di un solo soggetto e abbandonando tutti gli altri pensieri. Questo esercizio dà immediatamente un senso di spazio e ci permette di vedere più chiaramente il lavorio della nostra mente sia durante la meditazione che durante il resto della giornata.
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