saggio sulla coscienza - parte diciannovesima
L’antahkarana
L’Antahkarana è il canale d’energia che collega le forme e le loro forze con le loro sorgenti originarie e che il filo di vita attraversa necessariamente il piano mentale, con i suoi tre aspetti, collegando monade, anima e personalità in un tutto vivente.
Il compito di costruire l’antahkarana è in verità lo sforzo programmato e cosciente di proiettare il pensiero focalizzato dell’uomo spirituale dal piano mentale inferiore nelle aree di consapevolezza che sono state sentite ma con le quali non si è stabilito un contatto; esso implica l’impiega della totalità della consapevolezza già sviluppata ed “illuminata” dell’anima e lo sforzo deliberato di accrescere sempre più la sua sensibilità all’attività focalizzata del mondo delle realtà spirituali superiori; questo consiste nel dirigere la corrente del pensiero cosciente verso il mondo presentito e teoricamente riconosciuto dai Maestri, della Triade spirituale e infine di Shamballa.
Vita. Primo aspetto, Volontà
“Le scuole di illuminazione prossime e future daranno importanza all’aspetto vita e non al contatto con l’anima”.
“Noi consideriamo la Vita come la Forma Una dell’Esistenza, che si manifesta in ciò che chiamiamo materia; o in ciò che, separandoli a torto, chiamiamo nell’uomo Spirito, Anima e Materia. “La materia è il veicolo che manifesta l’anima in questo piano, l’anima è il veicolo, a livello superiore, per manifestare lo spirito e questi sono una Trinità manifestata dalla Vita, che tutti li pervade”.
Esiste l’essere che è la Vita del Pianeta, Colui in cui viviamo, ci muoviamo e siamo, questo insieme di vite organizzate è talvolta chiamato Logos planetario, talora l’Antico dei Giorni, o Dio, o la Vita Una.
Il Principio Vita è la Volontà dirigente, il proposito, l’incentivo fondamentale.
L’accesso alla Vita è dato se si subordina ciò che è personale, esercitando la magia della Fratellanza Bianca, operando sempre alla luce dell’anima e con l’anima di tutte le forme, senza curare le mire ambiziose del sé minore.
Per vivere l’aspetto Vita nel discepolo deve affluire non solo la coscienza- o energia senziente- ma anche l’energia spirituale, ciò lo renderà strumento della Vita divina, custode di forze da trattenere e usare a beneficio degli altri regni naturali ed interiori.
Si comprenderà l’aspetto Vita quando si sarà perso ogni senso di separazione e – identificati con la Vita, appunto, e non con la forma – penetrati alquanto nella coscienza del Logos planetario, tanto da sentirne il destino e vederne, a barlumi, la meraviglia della gloria finale.