Saggi – SAGGIO SULLA COSCIENZA 25

saggio sulla coscienza - parte venticinquesima

I tre raggi d’aspetto nell’evoluzione della coscienza.

       Ogni uomo è destinato, col tempo, a percorrere la via del ritorno, risalendo l’uno o l’altro dei tre raggi principali. Ciascuno dovrà, prima o poi, essere capace di creare con intelligenza, animato dall’amore divino e motivato dal volere, e di attuare  i progetti del Logos.

     Il primo centro che l’aspirante s’industria di vivificare, e su cui insiste all’inizio del noviziato, è quello del cuore. Deve acquisire coscienza di gruppo, farsi sensibile agli ideali comuni e inclusivo nei concetti e i piani di lavoro; deve imparare a diffondere il suo amore in modo collettivo e puro, non più seguendo le attrattive personali o per avere ricompensa. Finché il centro  del cuore non sia in fase di risveglio non gli sarà consentito di usare i potrei creativi del centro della gola, che altrimenti andrebbero a rafforzare il se minore e ambizioni d’ogni genere. 

      Certi aspetti dei nostri centri di forza sono già attivi e funzionano in rapporto alla forma, ma senza esprimere ancora la qualità dell’anima. Il centro della gola sovente è risvegliato prima del tempo, perché vi è salita l’energia del centro sacrale.

     Quando il risveglio creativo del centro della gola si esprime, per esempio, nell’arte, nell’organizzare un gruppo  o in un lavoro direttivo, non c’è pericolo, perché l’energia trova uno sbocco normale.

     L’aspirante non conosce il passato, ne previsioni del futuro, non gli resta che avvalersi delle proprie capacità e fare del suo meglio, guidato dalle antiche regole del Raja Yoga e della luce dell’anima. 

 

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