Servizio 25

introduzione PARTE venticinquesima

Agni Yoga

L’intolleranza è segno di spirito ignobile,
e contiene in germe le azioni più perverse.
Dov’essa è presente, non è possibile
che lo spirito cresca.
Il Cuore è illimitato: e ciò dimostra quanto
sia meschino il cuore di chi priva se stesso
dell’infinito! Bisogna sradicare tutti i simboli
Che conducono all’idolo dell’intolleranza.
Le forze delle tenebre cercano con tutti i mezzi
di ridurre l’evoluzione , e come prima cosa,
naturalmente, scatena un assalto
contro la Gerarchia spirituale del pianeta.

Molto si parla di cooperazione , ma ad ogni
atto creativo occorre affermare la coscienza ,
e cosa mai accresce il potere in modo più
diretto del raggio della Gerarchia!
Chi capisce il valore del servizio incessante,
chi si rafforza concentrandosi sulla Gerarchia,
chi tralascia le formule complesse per
focalizzarsi nel cuore, questi capirà
l’essenza del futuro.
Agni Yoga (Cuore).

parte venticinquesima

Raja Yoga

La Legge di Sacrificio e di Compensazione
La Legge del sacrificio e di Compensazione sono strettamente
collegate, ma quella del Sacrificio è la prima ad entrare in attività e a
divenire un fattore riconosciuto nella vita quotidiana. La
compensazione si riconoscerà più tardi. Ogni regno offre un sacrificio
a quello che lo segue nell’ordine evolutivo, la Legge di Sacrificio
determina la natura di ciascuno di essi.
Il sesto raggio insegnò il significato del sacrificio, e l’emblema
principale ne fu la crocifissione – per gli iniziati. Lo stesso
insegnamento per l’umanità progredita, si tradusse nella filantropia.
L’ideale alquanto vago d’essere semplicemente “cortese”, è lo stesso
movente, applicato alle moltitudini che non pensano.
Il settimo raggio recherà alla coscienza dei futuri iniziati il
concetto di servizio e di sacrificio di gruppo. Ciò inaugurerà l’epoca
del “servizio divino”. L’ideale di donarsi come individuo in sacrificio e
in servizio, nell’ambito del gruppo e per suo l’ideale, sarà la meta dei
pensatori d’avanguardia nella Nuova era , e per il resto dell’umanità la
fratellanza sarà la nota dominante dei loro sforzi.
Il sesto raggio promosse lo spirito individualistico. I gruppi
esistevano, ma erano composti d’individui raccolti attorno ad un altro.
Il settimo alimenterà lo spirito di gruppo e i fenomeni principali
saranno il ritmo , lo scopo e l’azione rituale del gruppo.
Le parole usate per esprimere le iniziazioni sono state: Rinuncia,
Ascensione, Rivelazione. Tutte queste trasmettono alla mente dei
concetti utili e pratici, e tuttavia il loro vero significato implica, nello
stesso tempo, un distacco, una divina indifferenza e una percezione
spirituale .
La Grande Rinuncia.
La Grande Rinuncia, diventa possibile, perché il discepolo , per
molte vite, ha imparato, calcando il sentiero dell’iniziazione, a
possibile perchè l’iniziato, fin dalla sua affiliazione alla Gerarchia, ha
imparato a fare la scelta giusta, e la sua capacità di farlo emerge dallo
sforzo fatto, quando era sul sentiero della prova nei primi stadi del
discepolato , di fare scelte corrette e prendere decisioni spiritualmente
motivate.
La Grande Rinuncia diviene possibile soltanto, quando la pratica
delle piccole rinunce governa la vita del discepolo e del gruppo.
Rinunciare all’ambizione, ai legami personali, a tutto ciò che ostacola
il progresso, come si rivela all’occhio dell’anima, pone una solida base
per la Gran trasferenza finale, che si fonda sulla rinuncia a quello che
per eoni ha denotato bellezza, verità e bontà , e che è sembrato lo
scopo finale d’ogni sforzo d’aspirazione. Voi tutti, come discepoli o
aspiranti, potete interpretare l’operare del Principio di Conflitto,
quando osservate l’effetto nelle vostre vite, delle azioni, degli sforzi e
delle tensioni, e dei punti di crisi o di tensione prodotti dal conflitto fra
l’anima e la personalità. Il conflitto e sempre presente e antecedente alla
rinuncia, ed è soltanto al momento di questa quarta gran crisi
spirituale che il conflitto, quale l’intendiamo noi, finisce.
Il vero condividere implica molte piccole rinunce, ed in
conformità a queste che lentamente sì genera la capacità d’essere
libero, e si può infine stabilizzare l’abitudine alla rinuncia; queste
capacità, abitudini, attività altruistiche e atteggiamenti spirituali
abituali, sono gli stadi preparatori all’iniziazione della Rinuncia, così
come lo sforzo di servire il prossimo prepara a prendere la terza
Iniziazione della Trasfigurazione. L’Iniziazione ammette l’aspirante fra i
membri della Gerarchia. Questo implica, esotericamente parlando,
l’abbandono di tutte le reazioni separative della personalità, in una
serie di rinunce progressive; queste culminano nella quarta
iniziazione e sono di nuovo misteriosamente accentuato alla nona
iniziazione.
La conoscenza dell’imminente apparizione del quinto regno della
natura , per mezzo della coscienza del quarto, e il sacrificio di questo al
quinto, dell’essere umano all’anima e dell’umanità al regno di Dio,
sono l’analogia (su una voluta superiore della spirale) del sacrificio
del terzo regno animale, al quarto umano. Il processo si ripete fino in
fondo alla scala, sacrificio sempre dell’inferiore al superiore.
La personalità giunge anche a rendersi conto che in realtà non
esiste sacrificio. Generalmente il sacrificio è il desiderio della natura
inferiore contrastato, ciò è sopportato volontariamente dall’aspirante,
ma in questa fase, è un’interpretazione errata ed una limitazione, in
realtà, il sacrificio è il completo conformarsi alla volontà di Dio. La
volontà spirituale dell’uomo e quella divina (tale come Lui la riconosce
nel piano) sono la Sua volontà. Vi è una crescente identificazione col
proposito, perchè, la volontà personale, il desiderio e le attività
intelligenti aventi una duplice motivazione, è vista e riconosciuta
semplicemente come espressione inferiore dei tre aspetti divini, e lo
sforzo consiste nell’esprimerli in termini d’anima e non, come finora,
in termini di personalità dedicata e correttamente orientata. Ciò è
realmente possibile solo, quando il punto focale della vita è nel veicolo
mentale, e tanta la testa che il cuore diventa attivo.
Prima che il ponte possa essere effettivamente costruito, e
“proiettato sulla via ascendente, fornendo un cammino sicuro ai piedi
stanchi del pellegrino”, il discepolo deve cominciare a reagire come
risposta al bocciolo chiuso o gioiello al centro del loto aperto. Questo
avviene quando i petali del sacrificio del loto egoico assumono il
governo della sua vita, quando la sua conoscenza si trasmuta in
saggezza ed il suo amore per il tutto si accresce; a questi fattori si
aggiunge il “potere di rinunciare”. Queste tre qualità egoiche, quando
acquistano un certo grado di potenza, producono un’accresciuta
attività proprio nel centro della vita dell’anima e nel cuore del loto.
Corrispondenze:
Shamballa … Il gioiello nel loto.
Gerarchia… tre gruppi di petali.
Umanità … I tre atomi permanenti nell’aura del Loto.
Gli studenti dovrebbero anche liberarsi del consueto concetto di
sacrificio visto come un processo d’abbandono o rinuncia a tutto ciò
che rende la vita degna di essere vissuta. Tecnicamente, il sacrificio è
il conseguimento di uno stato di beatitudine e d’estasi, perchè è la
realizzazione di un altro aspetto divino che finora era celato dall’anima
e dalla personalità. È la comprensione ed il riconoscimento della
volontà-di-bene , che rese possibile e inevitabile la creazione, che fu la
vera causa della manifestazione.
Il concetto di sacrificio ha permeato tutto l’insegnamento
concernente, l’Iniziazione della Crocifissione o della Rinuncia, sia in
Oriente sia in Occidente. È un’idea di sacrificio associata al concetto
di dolore, d’angoscia, sofferenza, pazienza, prolungamento e morte.
Tuttavia la vera radice della parola “Sacer”rimane la stessa e dà il
significato vero di rendere sacro questo, è quello che capita in realtà
all’iniziato. Egli è “fatto santo” e “messo da parte” in vista di uno
sviluppo e di un servizio spirituale. È separato completamente da ciò
che è naturale, materiale, trasmesso e ostacolante, d’impedimento e
distruttiva, e da ciò che diminuisce la giusta attività consacrata a ciò
che è nuovo. Egli impara a mostrare la Totalità, che è suo diritto e
prerogativa divina. Rinunciare, sacrificare o ripudiare. Distogliere lo
sguardo dalla personalità. Nulla chiedere per il sé separato.

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