introduzione PARTE ventOTTESIMA
Agni Yoga
Poiché il Nirvana non è uno stato di riposo,
ma il culmine della tensione dell’energia,
c’è da domandarsi se il riposo esista veramente,
infatti, come immaginarlo, se tutto è in movimento,
e il moto è la ragion d’essere d’ogni cosa?
L’idea di riposo è un’invenzione di quelli che
vorrebbero scansare l’esistenza, e preferirebbero
la passività, immemori del fatto che non ci può
essere un solo istante senza moto.
L’idea giusta è quella d’equilibrio .
Bisogna pensare non al riposo, ma a come restare
in equilibrio pur in mezzo ai turbini dei venti.
Il fervore tende il filo d’argento , quindi occorre
capire l’idea d’equilibrio per non sovraccaricare,
oscillando, il filo della Gerarchia .
La sola tensione non basta a spezzarlo:
anche un semplice filo di paglia resiste bene,
se non viene piegato. Il filo d’argento
dipende dalla medesima legge di concatenazione,
ma se non si evitano le fluttuazioni brusche,
non si riesce di solito mantenere il legame.
Non vale dunque la pena di rimpiangere il riposo,
dal momento che non esiste affatto.
Agni Yoga (Cuore)
parte ventOTTESIMA
Raja Yoga
…Per servire bene il gruppo bisogna conseguire L’impersonalità
nelle questioni personali, così, oltre che essere utili a se stessi, si
alimenta la vita, perché si è un canale per la vita gerarchica, e non
semplicemente un suo ricevente.
Quali sono gli stadi d’attraversare per procedere e lavorare
affrancati dal “complesso dell’io”?
• Rifiutarsi di drammatizzare; bisogna procedere con il servizio , lo
studio e la meditazione , dimenticando se stessi per i doveri di
gruppo, le esigenze del mondo e il lavoro programmato dai
Maestro .
• Riflettere sull’anima , rafforzando il contatto con un allineamento
più stabile.
• Pensare sempre in termini di gruppo e non di se stessi.
• Mettere più attenzione all’esame serale.
In una vita dedicata al servizio soggettivo e oggettivo si deve
sempre praticare la divina arte della decentralizzazione. Essendo il
servitore, per forza di cose, posto al centro, l’atteggiamento interiore
da coltivare deve essere quello di una programmata attenzione
periferica d’identificazione con coloro che s’istruisce.
I mezzi per liberare se stessi sono:
• focalizzazione l’attenzione nella testa.
• Allineare i corpi con la respirazione corretta e sorvegliata