Parte cento ventunesima

… A questi due grandi concetti alla base della nuova Religione mondiale (Invocazione ed Evocazione) si deve aggiungere quello estremamente moderno dell’energia, come base di tutta la vita, di tutte le forme ed azioni e mezzo di tutti i rapporti. Nella preghiera, nella meditazione e nel culto è indubbiamente presente un’energia che va da questo a quello ottenendo in molti casi, in una forma o nell’altra, la risposta voluta. Sarebbe possibile che in futuro gli uomini, in qualsiasi luogo e di qualsiasi fede, osservino concordi i medesimi giorni sacri. Ciò unificherebbe le risorse e le attività spirituali e sarebbe un’invocazione simultanea. Tre feste ogni anno si possono facilmente osservare all’unisono e con uniformità. Esse potrebbero unire spiritualmente i credenti d’oriente e d’occidente; esse esprimono la divinità manifesta, tramite quel Centro ove la volontà di Dio è conosciuta tramite, la Gerarchia spirituale che irradia l’amore di Dio, che coopera con intelligenza al Piano di Divino, con amore e buona volontà.
Esse sono:

  • la Pasqua, la festa del Cristo risorto, vivente, Capo della Gerarchia spirituale, inauguratore del Regno di Dio, incarnazione del suo amore.
  • Il Wesak, la festa del Buddha, grande intermediario spirituale fra in Centro dove si riconosce la Volontà di Dio e la Gerarchia spirituale.
  • La festa dell’umanità. Sarà la festa dello spirito dell’umanità che aspira ad avvicinarsi a Dio, che cerca di conformarsi al Suo volere come insegnato dal Buddha e sarà consacrato alla buona volontà, l’aspetto inferiore dell’amore accentuato dal Cristo, che ne fu espressione perfetta. Se gli uomini di tutte le religioni, di ogni culto e di ogni esoterismo osservassero queste tre grandi Feste di invocazione simultaneamente, comprendendone le grandi implicazioni, si raggiungerebbe una forte unità spirituale; se invocassero concordi la Gerarchia, cercando il contatto cosciente con Colui che ne è il Capo, grande sarebbe l’afflusso di luce ed amore; se decidessimo insieme, con costanza e comprensione, di avvicinarci meglio al divino, chi potrebbe dubitare dei meravigliosi risultati? non solo sarebbe raggiunta una concordanza basilare fra tutte le fedi, riconosciuta la fratellanza come realtà, ma muterebbe tutta la civiltà e il mondo spirituale nella coscienza umana.
    La massa, volente o nolente, vive la propria esistenza immersa nel materialismo più sfrenato causa di indicibili sofferenze. Alcuni ne emergono disgustati, interdetti e storditi e comprendono che gli attaccamenti alla forma danno solo dolore. Avendo constatato che il fattore essenziale consiste nell’eliminare i contrasti tra i valori spirituali e quelli materiali, si mettono alla ricerca di qualcosa di pulito e pervengono alla spiritualità.
    Alcuni di essi, essendo cattolici, cercano un cristianesimo vitale e vivente che ricerchi la fede con l’esperienza e la comprensione, l’interpretazione esatta del Vangelo e il servizio volontario all’umanità come atto doveroso di fratellanza. Altri hanno una totale idiosincrasia per le religioni perciò occorre indirizzarli alla teosofia, alla filosofia-yoga, ecc. É consolante però sapere che oggi tutti gli uomini sono sotto 1’ influenza della Luce e che tutti si sviluppano mediante l’esperienza, alcuni con la comprensione e pochi altri immersi nella luce.
    Tutti questi atteggiamenti tendono a far emergere la volontà del Logos sulla terra, stabilire una grande stagione di luce spirituale e fondare il quinto Regno sulla terra mediante un grande Centro magnetico d’amore. La Luce del presente lo rende ora possibile perché l’invocazione degli uomini fa scendere la luce responsiva della rivelazione divina…

AGNI YOGA
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Parte cento ventunesima

Durante la trasmissione del pensiero a distanza si osserva un fenomeno di grande interesse: il pensiero è inviato in una lingua e viene ricevuta in un’altra. Non è questa la prova che l’energia psichica non agisce mediante parole, o per mezzo di processi cerebrali, ma solo tramite l’energia ignea del cuore? C’è poi da notare che non solo quel pensiero si esprime in una lingua diversa, ma anche che le espressioni generate dalla coscienza sono le sue più consuete. Questa diversità nella formulazione verbale impedisce spesso a certi osservatori inesperti di riconoscere che si tratta di una trasmissione del pensiero. Ma notate che la trasmissione dei pensieri opera in base al significato, non secondo le parole.

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